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«Un quadro di quotidiani autoritarismi e aggressività»
nel comportamento della maestra arrestata

Calabria

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VIBO VALENTIA – La visione dei filmati realizzati nella scuola dell’infanzia comunale di San Costantino Calabro «restituisce un quadro oltremodo eloquente della rigidità, autoritarismo ed aggressività connotanti la quotidiana relazione dell’indagata» con i piccoli a lei affidati. Lo scrive il gip di Vibo Valentia nell’ordinanza di custodia cautelare agli arresti domiciliari emessa nei confronti dell’insegnante Ines Romano, di 62 anni, originaria di Mileto ma residente a Filandari. «L'insegnante – prosegue il gip nella sua ordinanza – non brilla certo per garbo e delicatezza, prediligendo sistematicamente maniere risolute, sbrigative, fisicamente aggressive, sfuriate verbali che, se in alcuni casi possono apparire giustificate dalle lievi intemperanze e fisiologiche disobbedienze dei piccoli, in numerose occasioni tuttavia, sia per l’eccessività sia per la gratuità della reazione, debordano in veri e propri ingiustificati ed inammissibili maltrattamenti vieppiù gravi a fronte della tenerissima età e della delicata fase evolutiva dei fanciulli a lei affidati». La docente, secondo il gip, «sia che si trovi a gestire situazioni di obiettivo disturbo alle attività didattiche, sia che espleti la normale mansione di controllo, è solita fronteggiarle ricorrendo sistematicamente, quotidianamente e reiteratamente sempre alla reazione violenta fisica o verbale e che va dalle leggere spinte, agli schiaffetti, alla minaccia di schiaffi, agli inseguimenti intorno ai banchi, al riposizionamento violento sulla sedia». Il gip cita poi alcuni episodi specifici emersi dalla visione dei filmati: schiaffetti dati «gratuitamente» ad una bambina »seduta tranquillamente», «schiaffi ripetuti ad una bambina portata alla cattedra», «schiaffo ad una bambina che pare intenta a svolgere i compiti», «brusco rimprovero ad una bambina e contemporaneo gratuito schiaffo al compagno seduto vicino», «accoglie due bambine, che sembrano appena entrate in classe, mollando loro due schiaffi per farle sedere».  

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