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Bimbe adescate su facebook a Cosenza, giudice assolvei principali imputati: non ci fu violenza sessuale

Calabria
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COSENZA - Il pm aveva chiesto la loro condanna. I giudici del tribunale di Cosenza li hanno invece assolti con la formula dubitativa dalla grave accusa di atti sessuali su due minorenni, all’epoca dei fatti (siamo nel 2012) di 11 e 12 anni, che secondo l’accusa erano state appositamente adescate su Badoo e Facebook. Si tratta di Luigi Caruso, 43 anni (difeso dagli avvocati Esbardo e Nocito), e Antonio Scaglione, 42 (difeso dall'avvocato Locco). Al solo Caruso era stata contestata anche una violenza sessuale, ai danni di una delle bambine. 

Il pm Paola Izzo, della procura di Cosenza, insistendo sulla loro piena colpevolezza, aveva chiesto 4 anni e mezzo di reclusione per Scaglione e 6 anni e mezzo per Caruso. La difesa ha invece insistito sull’insussistenza delle accuse. Hanno confermato i contatti via internet, coi due imputati che però non erano al corrente della minore età delle due presunte vittime che, secondo l’accusa, avrebbero poi incontrato i due presso un centro commerciale, per poi appartarsi in auto. 

Scaglione e Caruso (che tra l’altro in quel periodo pare si trovasse a Genova per lavoro) invece non si sarebbero mai incontrati con le giovanissime. Da qui l’assoluzione, “perchè il fatto non sussiste”, sebbene con la formula dubitativa. Mancherebbe la prova certa della loro colpevolezza. Per questa stessa vicenda un anno fa furono invece condannati col rito abbreviato tre ventenni, che si incontrarono con le minorenni sempre dopo averle conosciute sui due social network.

 

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