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Processo "Lybra", sei condanne per gli affaridel clan vibonese dei Tripodi. Assolto un imputato

Calabria
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GIANLUCA PRESTIA

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Giornalista Pubblicista dal 2000 e Professionista dal 2008, collabora col Quotidiano dal maggio 2002 diventando poi redattore di Cronaca nera e giudiziaria ma spaziando anche in altri settori. 

VIBO VALENTIA - Si è concluso con sei condanne e un'assoluzione il processo in abbreviato denominato “Lybra” contro il clan Tripodi. Ad emettere la sentenza il gup distrettuale Domenico Commodaro dopo una camera di consiglio di quasi quattro ore. Il totale degli anni inflitti dal magistrato ammonta a 34 e 4 mesi contro i 76 chiesti dal pm della Dda Pierpaolo Bruni. 

Le condanne hanno riguardato Gregorio De Luca 2 anni e otto mesi e 6mila euro di multa; Massimo Murano a 3 anni e 600 euro di multa; Antonio Mario Tripodi a 7 anni; Nicola Tripodi 8 anni; Sante Mario Tripodi a 4 anni e 8 mesi e mille euro di multa; Salvatore Vita a 9 anni e 6mila euro. Unico assolto Francesco Lo Bianco nei confronti del quale il pm Bruni aveva chiesto 4 anni.

Gli stessi condannati dovranno risarcire le parti civili individuate nel Comune e la Provincia di Vibo Valentia, Sos Impresa, Alilacco Srl e la famiglia Famigliuolo.
L'inchiesta scattata il 23 maggio 2013 aveva consentito di far emergere le dinamiche sia interne che esterne del clan, le attività illecite esercitate attraverso società direttamente riconducibili ad alcuni esponenti della cosca o intestate a prestanome, per lo più operanti nel settore dell’edilizia e infiltrandosi nei lavori pubblici lungo la costa vibonese; in opere pubbliche realizzate in altre località del territorio nazionale. Un anno dopo, l'1 luglio dello scorso anno, scattò anche l'operazione sui beni del clan Tripodi.

 

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