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Lavello, costretta a prostituirsi con le armi
e a fare festini hard

Calabria

Operazione “Divina”: finisce in manette Salvatore Pilin accusato di sequestro, sfruttamento e minacce. Reclusa a casa una giovane donna rumena obbligata ai festini hard

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LAVELLO - Per gli inquirenti è lui la mente dell’organizzazione criminale che a Lavello reclutava giovani donne indotte alla prostituzione. Lui avrebbe messo in piedi il giro della Divina agency, l’agenzia d’animazione e intrattenimento della città dauna, chiusa lo scorso 25 gennaio a seguito delle indagini condotte dai carabinieri della compagnia di Venosa. Salvatore Pilin - che dallo scorso gennaio aveva l’obbligo di dimora, insieme alle altre due donne finite nell’inchiesta, Annunziata Sabia e Annalisa Carbonara - è finito agli arresti ieri pomeriggio. Le accuse contro di lui contestate dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di melfi, sono gravi: sequestro di persona, induzione, favoreggiamento e sfruttamento, anche con la minaccia di armi, della prostituzione minorile, nonche' di detenzione illegale di armi. L’uomo, dalla scorsa estate fino a dicembre 2011, avrebbe materialmente tenuto segregata in casa una minore di origine rumena che, all'occorrenza, veniva indotta a rendere prestazioni sessuali a feste private, come addii al celibato e streap tease, a fronte di corrispettivi in danaro che venivano poi intascati dallo stesso arrestato. Gli spettacoli finiti nella lente dagli inquirenti, a cui veniva fatta partecipare la giovane donna, sono numerosi e venivano svolti in diverse località, non solo in Basilicata ma anche in Calabria, Puglia e Lazio. I carabinieri, nel corso delle indagini, avrebbe acquisito elementi per concludere che la giovane donna rumena piu' volte avrebbe tentato invano di scappare dall'abitazione presso cui era segregata. In diverse circostanze l'arrestato, al fine di impedire alla donna di allontanarsi, la minacciava con delle armi dallo stesso illegalemente detenute e talvolta alle minacce seguivano i fatti, tant'e' che piu' volte veniva anche presa a botte. Fino a quando la ragazza non è riuscita a scappare, allontanarsi dall'abitazione dell'arrestato grazie al soccorso ricevuto da un passante. Grazie al lavoro svolto dagli inquirenti, la giovane vittima di questa triste “vicenda criminale” potrà finalmente tornare ad una vita normale. La ragazza e' stata affidata ad una casa famiglia, dove si spera potrà lasciarsi alle spalle le disavventure patite. Mentre l'arrestato, e' stato associato presso la propria abitazione in regime di arresti domiciliari.

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