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I lucani (vincenti) dell'Ariston

Calabria

Arisa: «Comunque davvero felice». E Papaleo resta la vera scoperta

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NO, va bene, il cinque in pagella che Aldo Grasso ha concesso a Rocco Papaleo, ieri, sul Corriere della Sera, sembra poco, ma davvero troppo poco. Perchè, in fondo, mica solo in Basilicata l’attore di Lauria è passato come il vero vincitore della sessantaduesima edizione del festival di Sanremo. Ironico, familiare, in crescendo e pure autore della trovata che - tanto serve a poco storcere il naso - è riuscita a smuovere il formalissimo pubblico dell’Ariston. «Sarà anche un bravo attore - sentenzia Grasso - ma cosa ci faceva a Sanremo uno al cui più grande trovata è stata coinvolgere il pubblico, autorità comprese, nella mossa della foca?». Sarà, ma quanto è piaciuta quella mossa che è arrivata improvvisa, ha rotto gli schemi e costretto un bel po’ di gente a mettersi (magari pure contro voglia) in gioco, in eurovisione.
Persino nella conferenza stampa che segna l’ultimo atto del Festival di Sanremo 2012, eccolo dire (serissimo, nascosto dietro gli occhiali scuri) che è andato tutto bene: «Un pensiero lo rivolgo al mio neurologo per gli ottimi tranquillanti che mi ha prescritto: mi hanno calmato e non addormentato».
Papaleo è stato un po’ mattatore, un po’ presenza di casa. Talentuoso (il fatto che sia lucano serve solo a incrementare l’orgoglio da queste parti), partito dal Lagonegrese montano, esploso per la «classe di ferro», tornato spesso a casa, che alla Basilicata ha regalato il miglior spot di sempre. Esiste, punto. E se vi va, venite da queste parti, tra quanto di bello c’è e quello che va cambiato (non ha dimenticato, in mille interviste, di sognare un po’ perchè la meritocrazia funzioni pure in Basilicata, così chi è bravo possa, se vuole, scegliere di restare).
Questo è stato il festival dei social network, vissuto in diretta (e in varie community) soprattutto su Twitter. Anche Papaleo e Arisa ce lo hanno raccontato attraverso i cinguetti da 140 caratteri, postando scatti rubati dietro le quinte e in momenti di relax.
Arisa non ha vinto, non la statuetta finale. Ma risale in vetta, arrivando prima alla classifica parziale, guadagnandosi il premio della sala stampa RadioTv per la sezione artisti. Il suo brano, “La notte”, ha già scalato le classifiche dei singoli più scaricati. A Pignola già l’aspettano per farle una gran festa: accadrà presto, appena finito il periodo intenso di promozione dell’album. Non si è montata la testa, racconta sempre di casa e famiglia, cammina piano sulle scale e si lamenta per i tacchi alti. Il successo, giura, arriva solo un passo dopo. «Buongiorno cari amici, é stato bellissimo..non sono mai stata così poco triste», twitta quando i riflettori si sono spenti. E le crediamo.

Sara Lorusso

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