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Ferrosud, c’è chi vuole investire

Calabria

La proposta di acquisizione arriva da una cordata di imprenditori. Verrebbe garantita la produttività puntando sul raccordo allo scalo di Casal Sabini

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LA proposta c’è ed è corredata da elementi che, ad un primo esame, non possono che condurre all’ottimismo sul futuro dello stabilimento Ferrosud di Jesce. E’ per questo che qualche giorno fa Cgil, Cisl e Uil hanno chiesto un incontro ai vertici regionali. Alla luce del contenuto della richiesta di acquisizione presentata da un gruppo imprenditoriale abruzzese, non c’è tempo da perdere.
Nella comunicazione (inviata al commissario giudiziale del concordato preventivo e al commissario liquidatore oltre che al tribunale di Matera e ai vertici regionali , provinciali, comunali e dell’Asi, ndr.) presentata da un avvocato che coordina una cordata di imprenditori, si fa riferimento al settore ferroviario che «In virtù dei suoi connotati di compatibilità ambientale e di maggiore efficienza tecnico-energetica, è destinato a rivestire un crescente ruolo strategico nelle economie dei Paesi industrializzati e di quelli in via di sviluppo».
Elementi più che sufficienti per spostare la propria attenzione a Puglia e Basilicata, e in particolare alla zona di Jesce per acquisire gli assetti patrimoniali della Ferrosud di Matera «Al fine di agevolare la propria iniziativa nella sua fase di start up, impiegando al meglio le maestranze e il loro know how per preservare, così, la storica esperienza e vocazione del sito industriale».
Il progetto, il cui piano industriale potrebbe essere presentato alle parti sociali in caso di avvenuta acquisizione, tiene in considerazione tutti gli elementi divenuti nel corso dell’ultimo anno, tema di confronto anche su tavoli istituzionali.
Il gruppo di imprenditori rappresentato dall’avvocato abruzzese si impegna a «Promuovere il necessario apporto finanziario per ripristinare la piena funzionalità delle stesse strutture immobiliari e di processo industriale, per le esigenze specifiche di business; garantire, sin da subito - si legge ancora - un flusso produttivo nel settore ferroviario in grado di saturare gli attuali livelli occupazionali; garantire il pagamento, alle scadenze contrattuali e di legge, delle competenze maturate a favore dei lavoratori attualmente in forza e non ancora erogate dall’attuale gestione (129 unità di cui 39 in Cig in deroga fino al 29 ottobre 2012), compresi il Tfr e i debiti previdenziali; garantire in favore del Consorzio industriale di Matera, la gestione pluriennale del raccordo ferroviario dello stabilimento Ferrosud allo scalo ferroviario di Casal Sabini, ivi compresa la manutenzione ordinaria e straordinaria e della tratta rotabile, mediante apposita convenzione d’uso».
Ce n’è abbastanza per cominciare a parlarne.

Antonella Ciervo

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