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Bernalda, intimidazione ai "Cittadiniattivi"

Calabria

Due bombe rudimentali nei pressi dell'abitazione di una congiunta di tre soci

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BERNALDA - Due bombe rudimentali fatte esplodere a una ventina di minuti di distanza nei pressi dell'abitazione di una congiunta di tre appartenenti al Comitato Cittadiniattivi di Bernalda. L'episodio, accaduto giovedì scorso, è trapelato solo ieri. Sembra che i due ordigni siano esplosi il primo all'una meno dieci, il secondo all'una e un quarto di notte. Le esplosioni hanno mandato in frantumi i vetri delle finestre poste al piano terra dell'abitazione - situata nel pieno centro di Bernalda -, annerito una saracinesca e distrutto un televisore. Per fortuna, le persone che erano in casa al momento del botto dormivano al primo piano e quindi non hanno riportato ferite. Gli ordigni sono stati realizzati in maniera artigianale mettendo insieme polvere nera pressata da gesso, chiusi nella parte superiore da una miccia di quelle utilizzate per i botti di Natale. Alla luce di quanto accaduto, il comitato Cittadiniattivi di Bernalda ha deciso di sospendere «a oltranza ogni attività informativa o comunicativa» dopo aver denunciato il «grave atto intimidatorio. Non è la prima volta che subiamo simili atti, - affermano - tutti puntualmente denunciati ma non della stessa gravità di quello subìto nei giorni scorsi. Vorremmo riscontri istituzionali affinchè la cosa non venga sottovalutata». “Cittadiniattivi” è un'associazione di volontari senza fini di lucro, volutamente autonoma, collegata su tutto il territorio regionale lucano ad altre associazioni e movimenti autonomi. Gli obiettivi che l'associazione si propone sono costituiti dalla cultura del servizio, dal marketing territoriale e dal rispetto della legalità. Da sei anni a questa parte il Comitato - si legge nel sito - «si è subito collocato in un'ottica di contrasto ed opposizione a 360 gradi alle scelte operate dalla classe politica del proprio territorio, in quanto priva di una effettiva opposizione politica e partecipazione democratica, ma dedita al solo soddisfacimento di “affarismi personali” più o meno noti». I carabinieri, che stanno indagando, escludono l'atto estorsivo. Sono tuttavia aperti a qualsiasi altra ipotesi, compresa quella di eventuali dissidi vicinali. «Le indagini, ormai a buon punto - precisa il capitano Pietro Mennone, comandante della Compagnia dei carabinieri di Pisticci - hanno preso una direzione precisa». Gli sviluppi potrebbero esserci a breve.

Rossella Montemurro

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