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Prestipino: «Dai clan una joint-venture per gestire la droga»

Calabria

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REGGIO CALABRIA - «I clan della 'ndrangheta della ionica e della tirrenica avevano costituito una sorta di joint-venture per la gestione del traffico internazionale di stupefacenti». Queste le parole del vice Procuratore della Dda di Reggio Calabria Michele Prestipino alla conferenza stampa svoltasi presso il Compando provinciale dei Carabinieri per illustrare i risultati dell’operazione «Solare ter» che ha portato al sequestro di beni mobili ed immobili per circa 10 mln di euro, riconducibili ai clan «Jerinò» di Gioiosa Ionica e Commisso di Siderno. Assieme a Prestipino, il Procuratore reggente della Dda di Reggio Calabria, Ottavio Sferlazza, il Procuratore Aggiunto Nicola Gratteri ed il Comandante Provinciale dei Carabinieri di Reggio Calabria col. Pasquale Angelosanto. Il Procuratore Sferlazza ha espresso compiacimento per i risultati «di una operazione non facile – ha spiegato - nella ricostruzione dei patrimoni che sono stati oggetto di sequestro». Inserita come prosecuzione di altre operazioni “Solare Ter – ha aggiunto Sferlazza – che si esplicita nell’aggressione ai patrimoni di provenienza illecita si inserisce a pieno titolo nella strategia investigativa che abbiamo scelto. I clan della 'ndrangheta – ha ancora detto il Procuratore della Dda reggina che ha considerato importante il riconoscimento da parte del Gip del carattere transnazionale del delitto – temono più i sequestri dei loro patrimoni che il carcere. Eliminare questi proventi significa neutralizzare gli effetti distorsivi che questo tipo di capitali produce nell’economia legale». Il sequestro, le cui procedure sono ancora in corso, riguarda 60 tra appartamenti e terreni, 118 autovetture, 9 società, riguardanti attività edilizia, un’agenzia funebre ed una inerente la vendita di fiori, 54 conti correnti bancari. Nel ripercorrere la storia dell’intera indagine il Procuratore aggiunto Nicola Gratteri ha evidenziato la stretta collaborazione intercorsa tra la Procura di Reggio Calabria, «le principali Procure e le elite della Polizia giudiziaria del mondo. Tra queste, la Dea, la Fbi, la Bka russa, le Giubbe rosse canadesi, le polizia belga ed olandese». Il Procuratore Gratteri ha messo l’accento sul ruolo del reparto dei «Cacciatori» «che rappresentano – ha detto – la marcia in più dell’Arma; i loro appostamenti nella campagna di Gioiosa Ionica hanno consentito individuare carichi di cocaina gestiti dalle famiglie Loccisano e Schirripa». «Per il comandante provinciale Angelosanto «Solare Ter rappresenta il risultato del modello e della perfetta sinergia esistente tra i reparti del comando provinciale, i reparti del territorio ed i reparti speciali e da l’ulteriore conferma dell’unitarietà della 'ndrangheta anche in una operazione di importazione di cocaina». Titolari dei beni sequestrati sono risultati Roccisano Giulio, Roccisano Antonio, Roccisano Pasquale, Roccisano Giuseppe e Luigi Agostino, tutti di Gioiosa Ionica. Rocco Commisso, di Siderno, Ilario Manno di Caulonia, Mario Martino di Gioiosa Ionica, titolare di una agenzia funebre. Parte del sequestro è avvenuto in applicazione dell’art. 11 della legge 146 del 2006 come «valore equivalente a due importanti operazioni di sequestri di cocaina, che i clan del reggino avevano tentato di importare in accordo con il “cartello del golfo».

 

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