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Cosenza si scopre meta apprezzata e in crescita

Calabria

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COSENZA - Arrivi in leggero calo ma presenze in aumento: il saldo turistico tra 2011 e 2010, secondo i dati elaborati dalla Regione, è positivo per Cosenza. Se nel 2010 si sono registrati 41 mila 411 arrivi, nel 2011 il dato è sceso a 37549. Le presenze, ovvero il numero dei pernottamenti, sono invece cresciute da 93 mila 833 a 101 mila 874. In soldoni, sono arrivati meno visitatori ma si sono fermati di più in alberghi e strutture ricettive. 

Diciamo subito che non si tratta di elaborazioni Istat, ma dei numeri contenuti nell’indagine del Sitr (Sistema informativo turistico della Regione, istituito nel 2009) che censisce i dati degli esercizi ricettivi. Il calo degli arrivi è in linea con il trend fotografato dall’Istat che ha segnalato una diminuzione del 16,5 per cento nel Paese per i viaggi degli italiani (compresi quelli per lavoro, settore principale del turismo cosentino) e una flessione del 25,6 per cento per quelli diretti verso le regioni del Mezzogiorno. Gli arrivi “italiani” a Cosenza, dice ora il Sitr, nel 2011 sono calati del 9,3 per cento. 

Diversa invece la questione per i pernottamenti: quelli da turismo “italiano” rilevati dal sistema regionale crescono dell’8,6 per cento a Cosenza, mentre l’Istat segnala a livello nazionale un calo dei pernottamenti del 15,1 per cento con l’unica eccezione di quelli relativi ai viaggi di lavoro che restano stabili. La flessione l’Istat l’ha rilevata anche nel confronto tra 2010 e 2009: in questo caso abbiamo anche dati relativi ai territori e si segnala per l’intera provincia di Cosenza un leggero calo di arrivi (da 580 mila 647 a 576 mila 266) e di presenze (da 3 milioni 181 mila 701 a 3 milioni 31 mila 617).

La città di Cosenza in controtendenza per il 2011, insomma? Secondo l’assessore comunale al Turismo, Luciano Vigna, è così. «I nostri dati vengono dalle strutture ricettive, per cui possono essere considerati oggettivi. L’aumento delle presenze, pur davanti al calo degli arrivi, è il segnale di una crescita del settore che nel 2011 in città non è stato esclusivamente business. Sono dati incoraggianti. Cosenza finora ha vissuto essenzialmente di turismo aziendale, senza offrire ricettività. Lo scorso anno - dice Vigna - abbiamo lavorato sull’accoglienza, con il tour ScopriCosenza, gli itinerari, i gazebo. Una formula di successo, che sarà ripetuta». 

Sono stati 1944 gli utenti del bus scoperto, che tornerà a girare in città già a maggio, restando a disposizione fino a ottobre. Il Comune, anzi, ha ordinato anche una copertura che consentirà di proporre il tour anche nei mesi più freddi. 

Il dato però che balza subito agli occhi è quello degli arrivi stranieri: in crescita del 22,8 per cento con le presenze che aumentano addirittura del 129 per cento. Un dato comunque che l’amministrazione prende con le molle. «È un picco, che può essere collegato a fattori contingenti. Un dato affidabile - spiega l’assessore - è quello che cresce o descresce gradualmente nel tempo». Il picco, comunque, piazza Cosenza al settimo posto per presenze di stranieri nel 2011, unica città non balneare in graduatoria, mentre la città è ventesima per le presenze di italiani e sedicesima nel totale. 

Una curiosità è nei Paesi di provenienza: i maggiori arrivi sono segnalati dalla Polonia (1520, in calo rispetto al 2010 quando furono ben 2413), seguita dalla Francia (951) e dagli Stati Uniti (705). La classifica cambia sul fronte dei pernottamenti invece: i polacchi si fermano poco (1615 presenze), mentre maggiori sono le permanenze di canadesi (2438 a fronte di soli 326 arrivi), francesi (2151, con 951 arrivi), statunitensi (1675, con 705). Se si considera anche il dato degli australiani (1440 presenze, per 171 arrivi) si può agevolmente dedurre che in buona parte si tratta di emigranti che nel 2011 sono tornati a far visita alle famiglie d’origine. 

«Dobbiamo aver ben chiaro il target di riferimento. Certo nessuno organizza voli charter per venire a visitare Cosenza. Noi dobbiamo intercettare - spiega l’assessore - due tipi di utenza: gli escursionisti, ovvero chi alloggia nei villaggi sulla costa, e quello del turismo delle città, riferito ai calabresi e alle regioni limitrofe». Questi sono gli obiettivi immediati, con l’intenzione di superare, con i visitatori italiani, il tetto delle 120 mila presenze la prossima estate. 

Sul lungo periodo «contiamo di “aggredire” il mercato degli aeroporti collegati con Lamezia, con pacchetti weekend appetibili». Le azioni messe in campo dall’amministrazione seguono due direzioni. «Innanzitutto puntiamo a migliorare il servizio d’accoglienza: torneranno il bus, i gazebo, le guide turistiche e realizzeremo un sito web e un’applicazione per Apple e Android. Poi lavoriamo - continua Vigna - sulla comunicazione. Alla Bit abbiamo avuto ottimi riscontri. Avvieremo una campagna di marketing territoriale, sulle riviste di settore, e abbiamo raggiunto un accordo con il Touring Club per una guida turistica sulla città. Certo, l’obiettivo maggiore resta quello di costituire una rete tra gli operatori del settore: per essere appetibili all’inizio è necessario investire, sapendo che da subito non si potrà contare su grandi margini di guadagno. Questa città per ora è solo quarantanovesima in Calabria per ricettività, con appena 1022 posti letto».

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