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E' guerra di mafia nel Vibonese
Un morto e un ferito in due agguati

Calabria

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VIBO VALENTIA - Torna a scorrere il sangue nel territorio vibonese:  due agguati in puro stile mafioso messi in atto   a distanza di pochi minuti l’uno dall’altro. Il primo mortale, il secondo no. Anche se c’è da dire che il ferito sta lottando contro la morte. Due episodi avvenuti tra le 21.20 e le 21.40 a Triparni, frazione di Vibo Valentia e a Soriano Calabro, nelle Preserre. A perdere la vita Mario Longo, 50 anni, di Vibo Marina, già con precedenti penali per furto e altro, mentre in fin di vita il 23enne Giovanni Emanuele, anch’egli già noto per reati in materia di droga. Simili le modalità: Sia l’assassinio che il tentato omicidio sono stati, infatti, messi a segno mentre le vittime si trovavano a bordo delle rispettive autovetture e si stavano dirigendo nel capoluogo di provincia. 

Giovanni Emanuele, parente del presunto boss Bruno e del fratello Gaetano, tutti e due recentemente arrestati nell’operazione “Luci nel Bosco” ed accusati di associazione mafiosa, intorno alle 21,20 stava viaggiando da solo  a bordo della sua Alfa 146 quando, giunto in località Savini, è stato investito da una pioggia di piombo che l’ha attinto al torace e alla testa provocando la fuoriuscita di materia cerebrale. Sono stati alcuni automobilisti a far scattare l’allarme chiamando la sala operativa della Questura che ha inviato sul posto le pattuglie dal Commissariato di Serra San Bruno. Il giovane è stato subito trasferito con l’ambulanza presso il pronto soccorso dell’ospedale di Vibo dov’è giunto in condizioni disperate. Nonostante l’intervento chirurgico i medici si sono riservati la prognosi, quindi hanno deciso per il trasferimento all'ospedale di Catanzaro. Le indagini sono dirette dal capo della Squadra Mobile, Turi, dal suo vice,  Lanciano e dal commissario Avallone.

Mario Longo è stato assassinato, invece, nei pressi dello stabilimento “Snamprogetti” nel momento in cui, come detto, era alla guida della sua Matiz. L’agguato  è stato messo a segno dopo le 21.30   a circa un chilometro dall’abitato di Triparni, sulla Provinciale che conduce a Portosalvo. Una zona, dunque, non molto illuminata con poche abitazioni attorno. I killer, in sosta in uno spiazzo deserto posto all’inizio della stradella che dalla provinciale mena alla sede della Snam, hanno atteso il passaggio di Longo, che in automobile stava percorrendo la strada verso Vibo Valentia. Ma non è da escludere che avesse un appuntamento con loro. Quindi, con la morte. 

Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica  di Vibo, non si presentano affatto facili, considerata l’assenza di testimoni oculari. I carabinieri agli ordini del capitano Stefano Di Paolo, che fino a tarda notte hanno effettuato vari controlli a carico di persone sospette, sono impegnati a ricostruire gli ultimi movimenti della vittima, le sue frequentazioni abituali, eventuali contrasti, alla ricerca di qualche traccia che possa consentire loro di fare luce su un omicidio che allo stato si presenta del tutto oscuro.

 Due agguati, come detto, con modalità tipicamente mafiose scuotono, dunque, ancora  una volta, l’opinione pubblica vibonese già alle prese con sette morti negli ultimi sei mesi. L’ultimo omicidio, quello di Francesco Scrugli, era avvenuto la settimana scorsa a Vibo Marina, mentre a febbraio scorso l’assassinio di Giuseppe Matina, a Stefanaconi.

 

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