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Fermati due pregiudicati
al centro della faida dei "Piscopisani"

Calabria

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Due pregiudicati, rimasti feriti in modo lieve il 21 marzo scorso in un agguato nel corso del quale è stato ucciso Francesco Scrugli, di 42 anni, sono stati sottoposti a fermo della squadra mobile di Vibo Valentia con l’accusa di ricettazione e detenzione di arma clandestina aggravate dal metodo mafioso. Si tratta di Rosario Battaglia e Raffaele Moscato, bloccati nella frazione di Piscopio, ritenuto dagli investigatori il feudo del gruppo criminale emergente dei «piscopisani». Un terzo provvedimento di fermo per le stessa accuse è stato notificato in carcere a Rosario Fiorillo, detenuto a Lamezia Terme dopo essere stato arrestato il 16 marzo scorso.   Secondo l’accusa, Battaglia e Moscato, insieme a Scrugli, al momento dell’agguato subito si stavano recando in un casolare dove gli uomini della squadra mobile di Vibo Valentia hanno poi trovato una pistola.   I provvedimenti di fermo sono stati emessi dal procuratore della Dda di Catanzaro Vincenzo Antonio Lombardo, dall’aggiunto Giuseppe Borrelli e dal pm Pierpaolo Bruni.   Il questore di Vibo Valentia, Giuseppe Cucchiara, ha sottolineato il valore dei fermi eseguiti «frutto anche della elevatissima attenzione all’evoluzione delle dinamiche criminali attualmente in corso nel vibonese; attenzione emersa e sollecitata di recente anche nel corso di numerose riunioni tecniche di coordinamento fra le forze di polizia tenute dal prefetto».

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