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Mascianà, Don't love me

Calabria

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Chi è questa “bad girl” che canta e grida in inglese “non amarmi”? Questa ragazzaccia forse americana, che a tratti sembra Courtney Love, la cantante delle Hole? In realtà si chiama Teresa Mascianà, è nata a Reggio Calabria, città nella quale tuttora vive. Ama starsene davanti al mare, ma più di ogni altra cosa ama la musica visceralmente. Prima di scrivere e cantare canzoni tutte sue, ha maturato nel mondo musicale una buona esperienza come tecnico del suono e come bassista in vari gruppi. Un tipo dal temperamento pronunciato, Teresa Mascianà, che ora pubblica un album a proprio nome. Il titolo è appunto “Don’t Love Me” (Dcave Records). L’aspirazione di Teresa è sempre stata quella di diventare la Patti Smith italiana. E anche “comporre come Hendrix e dipingere come Frida Kahlo”: lo scrive sul suo “myspace”. Giusto, una volta che si punta, bisogna puntare alto. O, come diceva Woody Allen a chi gli rimproverava di sentirsi Dio, “a qualcuno dovrò pur ispirarmi!”.

Ballate più accoglienti (“This Song Is For You”) si alternano a brani di violenza elettrica (“My World”), con una ritmica sempre sostenuta; le melodie sono alquanto accattivanti, un suono di carillon abbellisce l’accompagnamento. Il pop-rock della Mascianà lambisce, ma solo a tratti, il genere “riot grrrl”, che vide negli anni ’90 band femminili e cantautrici imporre un orgoglioso stile proprio, debitore per certi versi al punk, per altri a un “indie” provocatorio, indolente, post-femminista. Insomma, tutto questo anche per precisare che il “Don’t Love Me” di Teresa Mascianà è ben diverso dal sanremese “Non amarmi” di Aleandro Baldi, che recitava (a beneficio di quanti all’epoca non fossero collegati): “Dimmi perché piangi/ di felicità/ e perché non mangi/ ora non mi va”. Stesse parole, medesima formula verbale, ma per messaggi finali assai differenti. Questione di attitudine.

Al suo fianco e alla produzione dell’album la rocker calabrese ha avuto il patron della Dcave, l’etichetta da cui l’album è uscito, il bravo e esperto Daniele Grasso. Il video del singolo, girato dai due film-maker anch’essi calabresi Francesco Tortorella & Marco Modafferi, è risultato finalista all’ultima edizione del “Pivi 2011”, il Premio italiano dei videoclip.Qualche appunto alla Mascianà è pervenuto per l’utilizzo dell’inglese: ci associamo. La prossima in italiano, Teresa?

 

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