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Rifiuti, sequestrati beni per 28 milioni di euro

Calabria

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CATANZARO - Il nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Catanzaro, nell’ambito dell’indagine «Pecunia non olet» coordinata dalla locale procura della Repubblica, ha eseguito il sequestro preventivo per equivalente di beni mobili ed immobili (automezzi, società, conti correnti, terreni, edifici), per un valore complessivo superiore ai 28 milioni di euro, nei confronti di due professionisti coinvolti, ciascuno a vario titolo, nel reato di sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte. La misura, emessa dal Gip di Catanzaro, è la prosecuzione dei precedenti provvedimenti adottati dalla magistratura nei mesi scorsi. Ne sono destinatari un noto commercialista veneto, già colpito da altri provvedimenti, ed un avvocato cosentino, dirigente fino al 31 dicembre scorso dell’area legale dell’ufficio del commissario delegato per l’emergenza dei rifiuti solidi urbani nel territorio della Regione Calabria. Nella prima fase, l’inchiesta, aveva portato al sequestro della discarica di Catanzaro, dissequestrata nelle scorse settiane e gestita, fino all’emissione del provvedimento, dalla società Enertech, che è al centro dell’inchiesta. Alcuni dirigenti furono arrestati. Il provvedimento odierno ha portato, complessivamente, al sequestro preventivo per equivalente di circa 130 milioni di euro nei confronti di un gruppo di persone, operante nel settore della gestione dei rifiuti a livello nazionale, accusato di aver perpetrato frodi milionarie a danno dell’erario. 

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