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Barbari e cialtroni

Calabria

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POVERO ragazzo. Non sappiamo ancora perché ci sia stato tutto questo accanimento su Denis Bergamini. Ma una cosa è certa: questo delitto è stato un fatto barbaro, raccapricciante, efferato. Di quel corpo è stato fatto scempio: Bergamini è stato evirato, martoriato, è morto dissanguato per quelle ferite terribili.

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 Non importa se questa è un’ulteriore messinscena: dire cioè che questo assassinio è il frutto di una vicenda d’amore e di morte per coprire, eventualmente, altre cose. Un depistaggio. Ma non è questo il punto. Quel giovane di 27 anni è stato mutilato del suo sesso perché doveva pagare qualcosa. Un rito tribale, macabro. Una pagina nera della Calabria. E nessun colpevole.

Un’altra cosa è certa: le indagini ventitré anni orsono, e anche dopo, non sono state fatte come si doveva. Errori, dolo, omissioni. Anche paura, forse. Peggio sono andati i due processi. Insomma, molti non hanno fatto il loro dovere. Bastava leggersi bene la relazione del professor Avato che è datata 1990. Parlando con il Quotidiano, il professor Testi, uno dei due periti interpellati oggi dalla Procura di Castrovillari, ha usato una frase-chiave che è anche una denuncia: «Non abbiamo scoperto la luna, era già tutto scritto nella perizia di Avato. Se nelle nostre ci sono novità interessanti, è perché allora nessuno ha mai letto bene quella perizia».

Già. Noi oggi parliamo delle terribili mutilazioni subite dal centrocampista di Argenta in quel maledetto giorno del novembre ’89 ma lo facciamo su una relazione scritta nel ’90, ben ventidue anni fa. E confermata in pieno, pur con strumenti di indagine più moderni, dalle perizie di questi giorni.

Perché tutto questo? Che cosa ha impedito a carabinieri, poliziotti, magistrati di capire e di fare bene il proprio lavoro? Bisognava forse coprire qualcosa? Si doveva impedire a tutti i costi che si arrivasse alla verità? Oppure dobbiamo rubricare tutto questo andazzo sotto il capitolo, come chiamarlo, della sciatteria, della incapacità investigativa, della cialtroneria?

Chissà. La Procura di Castrovillari, pressata dai familiari di Bergamini, sta portando avanti un lavoro difficile e rigoroso. Perlomeno ha avuto il coraggio di rialzare il sipario che era stato calato in maniera frettolosa e maldestra tanti anni fa. Non siamo in grado di prevedere a che cosa porteranno queste nuove indagini. Non sta certo a noi stabilire che cosa fare. Appare evidente però che quelli che raccontarono alcune cose a quei tempi (l’ex fidanzata, il camionista, ad esempio, ma non solo loro due) vengono smentiti da queste ultime risultanze. Di certo, il caso Bergamini è tutto da riscrivere. Ed è probabile che i colpi di scena non siano ancora finiti.

 

PS: Abbiamo visto in tv ieri, alle 14 e alle 19,30, le edizioni del Tg regionale della Rai e dello spazio dedicato al caso Bergamini. Nell’edizione delle 14 era addirittura l’apertura del telegiornale. In serata la seconda notizia. Tutto imperniato, il servizio del Tg3, sulla nostra rivelazione di ieri circa la perizia del professor Testi. Ebbene, il Quotidiano non è stato mai citato. Non è la prima volta che accade. Complimenti, deve essere il nuovo stile Rai.

 

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