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Restituita la libertà a una caretta caretta

Calabria

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VIBO VALENTIA – Una cerimonia rituale, ma che per gli ambientalisti e in particolare per quanti amano il mare e le specie protette che esso custodisce e che rischiano l’estinzione,costituisce pur sempre una piccola festa si è svolta ieri mattina al largo del porto di Vibo Marina.

La motovedetta CP 2096 della Capitaneria che oltre all’equipaggio e al responsabile del Wwf Giuseppe Paolillo, aveva un ospite ritenuto molto importante ovvero un grosso esemplare di tartaruga della specie “caretta caretta”, si è portata in mare aperto dove l’animale è stato restituito al suo humus naturale. Una volta deposto sull’acqua l’animale si è immerso per poi risalire in superficie e allontanarsi velocemente, per quanto possibile, verso la riguadagnata libertà.

La tartaruga era stata catturata il giorno prima dall’equipaggio della “Eureka”, una imbarcazione da diporto che navigava al largo. L’animale era stato visto pressoché fermo in superficie, quasi si facesse cullare dal movimento del mare. Ritenendo che fosse in difficoltà, una volta avvicinato è stato portato a bordo senza problemi, cosa che ha fatto pensare che avesse subito un qualche trauma come non di rado succede. Consegnata agli uomini della Capitaneria di Porto, la tartaruga è stata poi affidata al responsabile del Wwf che l’ha tenuta sotto osservazione per 24 ore.

“Come facciamo abitualmente – ha dichiarato Giuseppe Paolillo – abbiano effettuato tutti gli accertamenti del caso, rilevando con soddisfazione che l’animale non aveva subito alcun danno. Era completamente integro. Temevamo che in gola potesse avere qualche filo di nylon di rete da pesca, come non di rado accade, e non abbiamo trovato nulla. Una fatta apporre la targhetta di riconoscimento abbiamo pertanto deciso di restituirla al mare ridandole la libertà”.

Il responsabile del Wwf, grande esperto della materia ha così spiegato la mancata reattività dell’animale alla cattura: “Ritengo che stanca di nuotare la tartaruga si stesse riposando e si trovasse in una specie di dormiveglia e da qui la sua mancata resistenza e la  facilità con cui è stata catturata”.

 

 

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