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Pediatra condannata in secondo grado per la morte di una bambina

Calabria

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CATANZARO - Dopo l’assoluzione in primo grado, è stata condannata in appello Adalgisa Di Cosmo, medico pediatra finita sotto inchiesta a seguito della morte di una  bambina nata il 29 gennaio del 2006 all’Ospedale di Soverato e deceduta circa 67 ore dopo nel reparto di Patologia neonatale del 'Pugliese-Ciaccio', a Catanzaro, dove era stata trasferita per le sue gravi condizioni. I giudici della Corte d’appello del capoluogo (presidente Garcea, consiglieri Bravin e Russi), oggi, accogliendo la richiesta del sostituto procuratore generale Eugenio Facciolla hanno inflitto all’imputata 4 mesi di reclusione, con concessione della sospensione della pena e non menzione nel casellario giudiziale, condannandola inoltre al pagamento delle spese di giudizio di primo e secondo grado ed alla liquidazione del risarcimento del danno alle parti civili, costituite con l’avvocato Francesco Squillace. 

È stata così ribaltata la sentenza emessa il 19 ottobre del 2010 dal giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro, al termine del giudizio abbreviato chiesto dalla Di Cosmo e da un collega che fu ugualmente assolto, ma per il quale la Procura non ha proposto appello. Alla pediatra sono state contestate gravi omissioni nel trattamento della neonata per non averla sottoposta alla fototerapia per abbassare il livello di birilubina nel sangue, che cresceva col passare delle ore. Un decorso progressivamente degenerativo delle condizioni di salute della piccola, che portò i medici a trasferirla a Catanzaro senza tentare – sempre secondo le ipotesi accusatorie - un intervento idoneo a contrastare la progressiva alterazione dei valori.

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