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Comunali a Catanzaro, busta con proiettili indirizzata al prefetto Antonio Reppucci

Calabria

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CATANZARO - Un plico con all'interno tre buste, una delle quali con un proiettile di pistola calibro 7,65, sono state bloccate al Centro meccanografico delle Poste di Lamezia Terme. Le lettere erano indirizzate al prefetto di Catanzaro e a due giornali, la Gazzetta del Sud e il Quotidiano della Calabria. Insieme al proiettile c'è anche un messaggio che fa riferimento alle elezioni comunali di Catanzaro. Sul fatto stanno indagando i carabinieri. Nei plichi sono state trovate anche le foto di alcuni esponenti politici che, secondo quanto trapela, sarebbero stati favoriti dall'atteggiamento del prefetto. Si tratta di foto ritagliate da alcuni giornali, tutti consiglieri comunali eletti ed esponenti del centrodestra. Sul foglio, sempre grazie a ritagli di giornale, è stata composta la scritta "Al prefetto Reppucci", oltre al disegno di una croce.

Il prefetto Reppucci si è detto tranquillo: «E' un episodio – ha affermato – che non riesco neppure a prendere sul serio, tale è l’assurdità dell’accusa che mi viene rivolta. Ci troviamo di fronte a persone ignoranti che non conoscono i meccanismi e le procedure elettorali».

Le elezioni comunali di Catanzaro, dunque, continuano a rimanere nel pieno delle polemiche. L'elezione del sindaco Sergio Abramo, sostenuto dal centrodestra, è aspramente contestata dalle altre forze politiche. Il capogruppo del Pd in Commissione antimafia, Laura Garavini, ha chiesto l'intervento della stessa Commissione, affermando: «Il Pdl cerca di confondere le acque: a Catanzaro il voto è stato sporcato da chi ha truccato le schede, manipolato i certificati elettorali e ha cercato di comprare i voti. Le giuste richieste di fare luce sullo svolgimento delle elezioni stanno seguendo le vie corrette ed è bene che qualcuno chieda di verificare il rispetto delle leggi. Piuttosto, il voto dei cittadini di Catanzaro rischia di essere inficiato da chi vorrebbe che si chiudessero gli occhi su vicende scandalose e delle quali noi vogliamo che se ne occupi subito la Commissione Antimafia». Pronta la replica del Pdl, che ha approvato un documento politico nel corso della riunione del coordinamento regionale: «La vittoria limpida ottenuta dal Pdl nel capoluogo di regione e che ha fatto registrare uno scarto di circa cinquemila voti dal candidato di centro-sinistra non può essere inficiata da un clima sgradevole, alimentato da settori della sinistra che, probabilmente, attraverso la tecnica della confusione, vogliono rimediare alle loro ripetute sconfitte in Calabria».

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