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Carenze igieniche e strutturali. I Nas sequestrano l'acquedotto "Alaco"

Calabria

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CATANZARO - I Carabinieri del Nas di Catanzaro hanno sequestrato l’invaso artificiale 'Alaco', al confine tra le province di Catanzaro e Vibo Valentia e del relativo impianto di potabilizzazione, nonché di 57 apparati idrici (serbatoi, sorgenti, pozzi, partitori) tutti facenti parte dello schema dell’acquedotto dell’Alaco, dislocate su tutto il territorio delle due province. Il provvedimento di sequestro è stato emesso dalla Procura di Vibo Valentia per carenze igienico-strutturali. 

Sono ventisei le persone coinvolte nell’inchiesta che ha portato al sequestro.  Gl avvisi di garanzia sono stati notificati nei confronti di dirigenti e tecnici della società di gestione del servizio idrico, di responsabili di Aziende sanitarie provinciali, di dirigenti regionali e dell’Arpacal, nonchè dei sindaci di alcuni comuni.   Le persone indagate sono accusate di aver consentito la distribuzione di acqua per uso umano non conforme ai requisiti di potabilità. Tra le persone indagate c'è anche il neo sindaco eletto di Catanzaro e presidente della Sorical, Sergio Abramo.   Altri avvisi di garanzia sono stati notificati all’attuale sindaco di Vibo Valentia, Nicola D’Agostino, ed al predecessore Franco Sammarco. I reati che vengono contestati a vario titolo sono di avvelenamento colposo di acqua e frode in pubbliche forniture in concorso con alcuni dirigenti della Sorical.

L'acquedotto non è nuovo a iniziative e polemiche, in passato, infatti, ha fatto discutere di sé per la sua realizzazione che sarebbe avvenuta in zone con pericolo frana. Dopo il sequestro, sarà necessario attuare tutte le contromisure per riportare alla normalità la fornitura idrica. Sull'operazione è intervenuto il Procuratore della Repubblica di Vibo Valentia, Mario Spagnuolo: «Si è trattato di un lavoro estremamente impegnativo portato avanti dagli investigatori e dalla Procura da cui è emerso un quadro estremamente grave, con pregiudizio per la salute pubblica. Le indagini – ha aggiunto il procuratore – proseguono per definire le responsabilità penali delle persone coinvolte e ricostruire in termini di assoluta precisione i fatti oggetto dell’inchiesta».

I particolari dell’operazione saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che terrà il Procuratore Capo di Vibo Valentia, alle 11, nella sede della Procura della Repubblica. 

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