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Perdono il lavoro, scrivono al prefetto
«Noi, disoccupati a cinquant'anni»

Calabria

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SAN GIOVANNI IN FIORE – Chi darà più un lavoro a loro? Loro sono cinque uomini di San Giovanni in Fiore e ultra cinquantenni, che con fortuna varia erano occupati a raccogliere la spazzatura a Lorica ed ora si trovano senza lavoro. In mezzo alla strada a dover campare figli e mogli. 

I cinque sangiovannesi erano stati stabilizzati, come Lsu, con un accordo fra Comune e  Valle Crati nel 2002. Avevano continuato a lavorare, anche se con diverse società,  subentrate alla Valle Crati e poi di nuovo con questa fino al 2010. Assorbiti con contratto di mobilità dal Comune di San Giovanni in Fiore, sempre con il compito della raccolta dei rifiuti a Lorica . Avevano un contratto di 6 ore con il Comune florense, che corrispondeva loro l’integrazione economica riferita a solo due ore. Ora loro sono sul lastrico, perché la raccolta della spazzatura nel villaggio silano di Lorica viene svolta da personale proveniente da cooperative private con l’impegno di assorbire anche i 5 Lsu. Ma, mentre le cooperative lavorano alla raccolta dei solidi urbani, con il rispetto dell’accordo del 2002, i 5 lavoratori Lsu sono stati licenziati e, quindi, da alcuni mesi senza nessun lavoro.

Ora i cinque, tramite il loro legale, hanno scritto al prefetto di Cosenza, al sindaco di San Giovanni in Fiore, al sindaco di Pedace e alla società Calabria Maceri per chiedere l’interessamento alla loro situazione, che ogni giorno diventa sempre più drammatica e che vengano rispettati gli impegni presi e sottoscritti.

“Vista l’attuale situazione drammatica, in cui versa l’Italia – è scritto nella missiva indirizzata alle varie autorità – vista la difficile crisi occupazionale, che ha colpito San Giovanni in Fiore e, tenuto conto dell’età degli istanti, tutti ultra cinquantenni, padri di famiglia, ormai difficilmente collocabili sul mercato del lavoro, la cui perdita di lavoro per gli stessi e per le loro famiglie determinerebbe una insopportabile ingiustizia lavorativa ed umana, chiedono di essere ricevuti personalmente, affinché si trovi una soluzione al loro problema”.

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