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Incendiata l'auto del sindaco di Seminara

Calabria

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SEMINARA (RC) – Persone non identificate hanno incendiato la notte scorsa a Seminara l’auto del sindaco della cittadina, Antonio Bonamico, di 53 anni. La vettura, una Fiat Uno, che è stata completamente distrutta, era parcheggiata nei pressi dell’abitazione di Bonamico. Sono intervenuti i vigili del fuoco del distaccamento di Palmi. Il fatto è stato denunciato dallo stesso sindaco Bonamico ai carabinieri che hanno avviato le indagini. Bonamico è in carica dal 30 novembre 2009 a capo di una maggioranza di centrosinistra.

Al primo cittadino è stata espressa la solidarietà del partito di appartenenza: «E' l’ennesimo atto di intimidazione – si legge in una nota di Sel – ad un sindaco che opera nella provincia di Reggio Calabria. Sta diventando sempre più complicata l’opera di chi come Bonamico cerca di amministrare la propria comunità, nella trasparenza e nella legalità in Calabria. Al sindaco, che è anche un aderente a Sinistra Ecologia Libertà, va tutta la nostra solidarietà. Alle forze dell’ordine chiediamo di far rapidamente chiarezza sull'episodio. Alla comunità di Seminara chiediamo di reagire, non ci si può arrendere alla prepotenza di chi vuole con la forza determinare le scelte di una intera comunità. A chi vuole soffocare la democrazia, dobbiamo dire insieme «Non passerete». Non sappiamo ancora – prosegue Sel – se si tratta di una intimidazione della 'ndrangheta, ma di certa questo episodio si iscrive in un clima più generale di intimidazione verso i sindaci Calabresi, come a Isola di Capo Rizzuto, Monasterace e Rosarno. È evidente che i poteri criminali vogliono far passare l’idea di una Calabria sotto il controllo della 'Ndrangheta dove essa tutto decide, come sta emergendo anche dalla operazione «Falsa Politica» messa in atto oggi dalle forze dell’ordine che ha confermato ancora una volta l'intreccio perverso tra mafia e politica in questa terra. C'è invece – conclude Sel – una c'è una Calabria migliore che vuole voltare pagina, e con essa noi ci schieriamo».

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