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Protesta ad oltranza, tribunale presidiato e istituzioni in allerta contro l'accorpamento

Calabria

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LAMEZIA TERME - Una riunione congiunta dei Consigli comunali del Lametino, per discutere del rischio di chiusura del Tribunale della città e adottare tutte le determinazioni del caso, si terrà il prossimo giovedì 7 giugno alle 16.30, nel la sede del Tribunale di piazza della Repubblica. Lo ha comunicato il sindaco di Lamezia Terme, Gianni Speranza, «d’accordo – si legge in una nota – con gli altri sindaci del comprensorio e il presidente del Tribunale Giuseppe Spadaro». A Lamezia Terme nessuno ha intenzione di vedere smantellare il presidio del palazzo di giustizia. Così, è proseguita per tutta la notte l’occupazione del palazzo di giustizia di Lamezia Terme da parte di avvocati e cittadini per protestare contro l’ipotesi di chiusura della struttura.   Stamane, all’apertura degli uffici giudiziari, gli avvocati si sono riuniti in assemblea per discutere e decidere le eventuali manifestazioni da attuare. All’assemblea ha partecipato anche il sindaco della città, Gianni Speranza.   Prosegue intanto la raccolta dei certificati elettorali che alcuni cittadini stanno consegnando in segno di protesta.

«Stiamo mettendo in atto – ha detto il sindaco – tutte le iniziative istituzionali che ci competono per evitare la sciagurata soppressione degli uffici giudiziari della città e la riunione dei Consigli comunali è una di queste. Insistiamo e continueremo a farlo per avere un incontro con il ministro di Giustizia Paola Severino e un’audizione urgente delle commissioni Giustizia di Camera e Senato prima che si pronuncino sui provvedimenti previsti dalla legge delega. Non lasceremo nulla di intentato – ha aggiunto Speranza – per difendere un presidio di legalità a tutela dei cittadini e del territorio e non smetteremo di confrontarci e collaborare proficuamente con tutti quanti, associazioni, ordini professionali, sindacati, si stanno mobilitando per lo stesso obiettivo. Proprio per questo – conclude – mi auguro che in un momento così delicato si evitino strumentalizzazioni e demagogie e ciascuno si impegni a fare fino in fondo la propria parte». 

 

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