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Resterà in carcere il brigadiere dei carabinieri
per concorso con il clan Sia-Procopio-Tripodi

Calabria

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CATANZARO - Resterà in carcere il brigadiere dei carabinieri, Vincenzo Alcaro, arrestato il 10 maggio scorso nell’ambito di una operazione della Dda di Catanzaro contro i presunti affiliati della cosca della 'ndrangheta dei Sia-Procopio-Tripodi. I giudici del tribunale della libertà di Catanzaro hanno rigettato l’istanza di scarcerazione avanzata dai legali del militare. Alcaro, in servizio al reparto operativo del Comando provinciale di Catanzaro, è accusato di concorso esterno in associazione mafiosa. L’accusa sostiene che il sottufficiale avrebbe fornito ai componenti dell’associazione mafiosa informazioni sulle operazioni di servizio che venivano svolte dai suoi colleghi nei confronti della stessa cosca. Nell’operazione sono state arrestate complessivamente 12 persone. Le indagini hanno portato a ricostruire i contrasti all’interno della cosca. Divisioni che hanno portato ad una vera e propria guerra di mafia con decine di omicidi commessi tra il 2009 ed il 2011.

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