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Bonifica e messa in sicurezza per la discarica di Tufolo

Calabria

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CROTONE - Un progetto  per un importo di quasi 13  milioni di euro è stato presentato dall’amministrazione comunale al Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare per la messa in sicurezza permanente dell’area dell’ex discarica di rifiuti solidi urbani “Tufolo - Farina”. L’elaborato, che è stato approvato nei giorni scorsi dalla giunta comunale.  prevede lavori complessivi  per 12 milioni 95ù46 mila euro e riguardenno, nello specificio:  la cantierizzazione e la recinzione degli impianti (per un importo di 611 mila euro);  la risagomatura dei profili in sicurezza delle aree instabili (per 670 mila euro); la trincea drenante (per 180 mila euro); la sistemazione del fosso Esposito (53.000 euro); la captazione del percolato dai corpo della discarica e una vasca di raccolta (300.000); l’impianto di trattamento del percolato (950 mial euro); captazione del biogas dal corpo della discarca B (105.000); regimentazione delle acqua di ruscellamento (150.000); cappimng lotto A (per 2 milioni e  260 mila euro);  Capping lotto B (tre milioni e 840 mila euro); piano di monitoraggio (120 mila euro) e impianto fotovoltaico (250 mila euro). A tali costi, in totale 9 milioni e 489 mila euro, vanno aggiunti il 4%  per gli oneri per la sicurezza, che ammontano a 379.560 e che portano il costo complessivo di 9.868.560 euro. A questi si aggiungono i 3 milioni e e 77 mila euro a disposizione dell’amministrazione comunale; da qui l’ammontare complessivo dei lavori di quasi 13 milioni di euro. 

La discarica in questione. come si ricorderà,  rientra all’interno dei Siti di interesse nazione, con un’estensione di 23 ettari che era stata destinata in passato a discarica non controllata per i rifiuti solidi urbani prodotti dal Comune di Crotone.  Nel sito ci sono stati abbancamenti a partire dal 1976 e fino alla sua chiusura, nel febbraio del 2000 decretata dal Commissario  delegato per l’emergenza rifiuti in Calabria. La discarica, tra le altre cose, durante l’alluvione del 1996  ha accolto anche  rifiuti di tipo industriale e di dilavamento delle aree industriali. Di questa discarica, poi, si erano perse le tracce, fino a quanto l’amministrazione comunale ha riesumato  un vecchio accordo di programma  quadro “tutela e risanamento ambientale” sottoscritto fra il ministero dell’Ambiente,  la Regione ed il Comune  che prevedeva un finanziamento di due  milioni e 354 mila euro. Recuperati tali fondi, l’amministrazione guidata da Peppino Vallone ha inteso riavviare l’iter per la messa in sicurezza definitiva del sito. 

Da questi fondi, verranno stralciati due milioni di euro (disponibili in base alla convenzione sottoscritta da Regione e Comune  il 6 agosto 2008)  per procedere, in tempi brevi, alla messa in sicurezza d’emergenza dell’area.  Nella prima fase previste le fasi di caratterizzazioni dell’area, che consentiranno, successivamente, di bonificare in toto il sito.  Nello specifico, le indagini prevedono  l’esecuzione di 55 carotaggi, di cui 16 fino a tre metri di profondità, 13 fino a 5 metri, 11 fino a 10 e infine, 15 carotaggi fino a 20 metri.  

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