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Derivati finanziari, la Provincia
riesce ad estinguere i contratti

Calabria

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VIBO VALENTIA – «La Provincia di Vibo Valentia chiude la pratica swap, con un attivo di circa 60mila euro, e manda definitivamente in soffitta gli affanni che questi prodotti finanziari hanno determinato nel corso degli ultimi 8 anni». Lo hanno detto, illustrando l’esito della procedura che ha condotto all’estinzione dei contratti sottoscritti dall’Ente nel 2004 con Bnl-Bnp Paribas, il presidente Francesco De Nisi e l’assessore al Bilancio Pasquale Fera, che hanno incontrato i giornalisti per fare il punto della situazione e ripercorrere le tappe della vicenda. 

Gli swap sono controversi strumenti finanziari che consistono nello scambio di flussi di cassa tra due controparti e, sebbene nati come forma di finanziamento per le imprese private, nel 2004 furono consentiti e incoraggiati dal Governo anche nel settore della Pubblica amministrazione. Da allora, moltissimi enti locali sono ricorsi agli swap per aumentare la propria liquidità nel breve periodo e pagare tassi fissi sul proprio monte debiti, senza contare le prospettive di guadagno speculativo che, fino allo scoppiare della crisi internazionale, avevano un forte appeal finanziario. Una tendenza che coinvolse anche l'Amministrazione vibonese, la quale stipulò due diversi contratti swap a valere sul suo debito complessivo derivante da mutui e Bop, pari a circa 55 milioni di euro. 

Il crollo della cosiddetta «finanza creativa», sempre più slegata dall’economica reale, ha cambiato radicalmente il quadro, rendendo i derivati una sorta di mina vagante nei conti pubblici. Un fronte sul quale l'amministrazione De Nisi, sin dal suo insediamento nel 2008, si è trovata a doversi confrontare sino all’epilogo di questi giorni, con l'accordo concluso con Bnl. «Dopo tante traversie siamo riusciti a chiudere questa pratica – ha affermato il presidente De Nisi -. Per lungo tempo abbiamo cercato di eliminare questo gravame dai conti dell’Ente e alla fine ci siamo riusciti, grazie anche al lavoro svolto dalla società di consulenza legale e finanziaria, che ha rivelato l'inghippo nel rapporto con la Bnl e ci ha consentito di riprendere in mano la situazione. In pratica, dopo una complessa analisi, si è scoperto che l’intermediatore bancario tratteneva per se una parte dei ricavi derivanti dalla gestione degli swap, giustificandoli come costi. Insomma, i conti non tornavano». La Provincia ha dunque avviato un’azione legale nei confronti di Bnl, che – sebbene formalmente ancora pendente – è stato detto ieri che «si è ora conclusa di fatto con un accordo bonario che ha consentito alla Provincia di estinguere i contratti e incassare 60mila euro».

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