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Uccise il cugino con una piccozza, confermata pena a 14 anni

Calabria

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CATANZARO - La Corte d’Assise d’appello di Catanzaro ha confermato la sentenza di primo grado alla pena di 14 anni di reclusione nei confronti di Antonio Scumaci, di 47 anni, ritenuto responsabile dell’omicidio del cugino, Salvatore Scumaci, di 41 anni, avvenuto il 25 maggio del 2008.   Stamane i giudici hanno concluso il secondo processo di secondo grado dopo che nel novembre scorso la Corte di cassazione aveva annullato con rinvio la prima precedente.   

Antonio Scumaci era stato condannato nel luglio del 2009 dal giudice per le udienze preliminari del tribunale di Catanzaro dinanzi al quale si era svolto il processo con rito abbreviato. Condanna che è stata confermata la prima volta nel dicembre del 2010 dalla Corte d’assise d’appello di Catanzaro.   Il delitto avvenne a Botricello. Antonio Scumaci iniziò a litigare con il cugino per futili motivi, pare anche dopo alcune battute riferite al figlio disabile. Tra i due sarebbe nata una colluttazione durante la quale l’imputato colpì la vittima ripetutamente con una piccozza. 

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