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Schede sparite e doppi voti, il centrosinistra chiede di annullare il voto a Catanzaro

Calabria

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CATANZARO - Sono stati presentati stamani, al Tar della Calabria, i ricorsi annunciati dal centrosinistra per chiedere l’annullamento, e la ripetizione, delle elezioni comunali del 6 e 7 maggio scorsi a Catanzaro.   I ricorsi presentati sono due: uno per conto del candidato sindaco Salvatore Scalzo ed uno per il Pd, Sel ed un candidato consigliere. Numerose le irregolarità denunciate: centinaia di schede sparite, elettori che hanno votato due volte, validate per buone preferenze espresse con il normografo.   I legali di Scalzo e dei partiti del centrosinistra parlano di «gravissime irregolarità e illegittimità che hanno inficiato e viziato l’intero procedimento nonchè il conseguente risultato» in 37 sezioni su 90. Irregolarità, aggiungono, che “hanno condizionato il risultato, determinando la violazione del diritto di voto con la conseguente compressione della libera espressione del voto» e che hanno «sottratto alle elezioni ed al risultato l’imprescindibile valore della sincerità e genuinità e della libertà del voto».   

Alcune di queste irregolarità, viene sottolineato nei ricorsi, sono state certificate dall’Ufficio elettorale centrale che, a proposito della sezione 85, nel proprio verbale rileva “un numero di schede votate e scrutinate (886) superiore al numero dei votanti (884); un numero di voti di lista (823) inferiore al numero di voti validi di lista attribuiti ai candidati al Consiglio (828) ed anche al numero dei voti validi attribuiti ai candidati a sindaco (877)». Inoltre, dal controllo delle liste elettorali della stessa sezione, «è emerso che i votanti sono stati effettivamente 884, ma che alcuni di essi (19 maschi e 10 femmine) sono stati registrati due volte nel 'registro delle tessere elettoralì». 

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