Salta al contenuto principale

Confiscati beni per 2,3 milioni
a due esponenti dei clan reggini

Calabria

Tempo di lettura: 
1 minuto 11 secondi

REGGIO CALABRIA – Gli agenti della divisione anticrimine della questura di Reggio Calabria hanno eseguito due distinti decreti di confisca di beni, per un valore complessivo di 2 milioni e 300 mila euro nei confronti di Giuseppe Modafferi, di 46 anni e di Massimo Santangelo, di 58 anni. Modafferi già nell’ottobre dello scorso anno era stato gravato da un provvedimento di sequestro beni, nell’ambito dell’operazione «Alta Tensione», che ha accertato l’esistenza della cosca Borghetto-Caridi-Zindato operante nei quartieri cittadini di Modena, Ciccarello e San Giorgio. 

Modafferi secondo l’accusa è ritenuto pienamente integrato nel sodalizio criminoso. I beni confiscati sono costituiti dall’intero capitale sociale e patrimonio aziendale della «Modir edilizia srl» con sede in Reggio Calabria; un fabbricato sito in Reggio Calabria; una autorimessa ed un’autovettura; per un valore complessivo di circa 300 mila euro. Santangelo è stato condannato alla pena di otto anni di reclusione con sentenza della Corte di Assise di Appello di Reggio Calabria per associazione a delinquere di stampo mafioso quale appartenente alla cosca di 'ndrangheta «Labate», e per altri reati. I beni oggetto di confisca a carico di Santangelo e degli appartenenti al suo nucleo familiare, sono costituiti da un lastrico solare di immobile sito in Reggio Calabria, 4 appartamenti ed un garage siti nel Comune di Reggio Calabria. Il valore complessivo ammonta a circa due milioni di euro. 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?