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Colpito al cuore il clan reggino dei Serraino
Dodici condanne: quasi un secolo di carcere

Calabria

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REGGIO CALABRIA – Il giudice per le udienze preliminari di Reggio Calabria, Tommasina Cotroneo, ha condannato 12 persone e disposto due assoluzioni a conclusione del processo con rito abbreviato scaturito dall’operazione Epilogo condotta dalla Dda ed eseguita dai carabinieri a carico di personaggi appartenenti alla cosca Serraino della 'ndrangheta.   

Otto anni di reclusione sono stati inflitti a Domenico Caccamo, Giovanni Morabito, ex assessore al comune di Cardeto, Sebastiano Pitasi, Domenico Russo, Francesco Sgrò e Antonino Pirrello. Dodici anni per Francesco Russo, di 39 anni; 11 anni e otto mesi a Antonino Barbaro; dieci anni e 4 mesi ad Ivan Valentino Nava, ritenuto, tra l’altro, il responsabile dell’attentato incendiario al giornalista Antonino Monteleone; dieci ani e otto mesi a Francesco Russo, 49 anni; quattro anni a Felice Lavena; due anni e otto mesi a Nicola Pitasi. I due imputati assolti sono Salvatore Scopelliti e Anna Maria Adamo.  

 Il giudice ha disposto, inoltre, l’applicazione del sequestro preventivo dei beni nei confronti degli imputati condannati e la loro interdizione dai pubblici uffici.   Tra gli imputati che rispondono nel processo con il rito ordinario Alessandro Serraino, figlio di 'Micò, e nipote del defunto boss Cicco Serraino; Demetrio Serraino, fratello di Mico e Ciccio Serraino, e Fabio Giardiniere, genero di Domenico Serraino. Numerosi i capi di imputazione contestati: associazione mafiosa; estorsione aggravata, danneggiamento e minaccia aggravata, porto e detenzione abusiva di armi e intestazione fittizia di beni. 

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