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Dopo l'offesa razzista del sindaco di Padova
arrivano le scuse e l'idea di un gemellaggio

Calabria

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SEMBRA destinata a chiudersi con un gemellaggio la polemica sulla frase razzista pronunciata in consiglio comunale dal sindaco di Padova, Flavio Zanonato, nei confronti di un componente dell'opposizione dell'amministrazione della sua città, il cosentino Antonio Foresta. «Con lui potremmo parlare solo di ‘ndrangheta» ha affermato in aula il primo cittadino, sollevando reazioni sdegnate da Cosenza. 

Oggi, il presidente del Consiglio comunale di Cosenza, Luca Morrone, e la conferenza dei capigruppo di Palazzo dei Bruzi hanno ricevuto in municipio il vicepresidente del Consiglio comunale di Padova, Giampiero Avruscio, che si trovava in Calabria per partecipare, nella qualità di responsabile del reparto di angiologia dell’Ospedale “Sant'Antonio", ad un convegno medico.  Avruscio è cosentino anche lui e si è trasferito a Padova per motivi di studio rimanendo poi nel capoluogo veneto. Con in suoi concittadini ha discusso del caso, riportando le scuse di Zanonato che anche ieri ha sottolineato: «Non ho mai pensato di associare la 'ndrangheta ai calabresi», aggiungendo che la frase incriminata è scaturita durante «un vivace scontro verbale» e che gli è «totalmente estranea la cultura di quanti giudicano le persone in base alla loro appartenenza geografica, etnica o religiosa». 

A Palazzo dei Bruzi si è quindi convenuto di organizzare un incontro a Cosenza con lo stesso sindaco di Padova ed una delegazione della città veneta per rinnovare «un gemellaggio di carattere scientifico, culturale e sportivo tra le città di Cosenza e Padova, nato agli inizi degli anni novanta. Ma soprattutto - è scritto in una nota di Palazzo dei Bruzi - per fare sì che non si vanifichi il prestigioso legame filosofico-culturale che ha accomunato, sin dai tempi di Bernardino Telesio e Tommaso Campanella, le due città».

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