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Aggressioni agli agenti penitenziari di Catanzaro, la Uil chiede più sicurezza

Calabria

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CATANZARO - «Mentre nei piani alti dell’Amministrazione penitenziaria si discute di patto di responsabilità e di sorveglianza dinamica, nel giro di due giorni si è consumata una triplice aggressione da parte dello stesso detenuto (G.B.) nei confronti di unità di personale di Polizia Penitenziaria senza che ci fossero motivazioni alla base di tali insensati gesti». È quanto denuncia in una nota il coordinatore provinciale della Uil, Salvatore Paradiso, secondo il quale «purtroppo si continuano a registrare nelle periferie continui episodi di aggressioni gratuite nei confronti della Polizia Penitenziaria rendendo abbastanza evidente la grave situazione di carenza di personale che fa da contraltare al sovraffollamento nelle carceri».

Paradiso esprime solidarietà ai tre colleghi (M.G. ne avrà per 15 giorni mentre R.D. ed S.P. ne avranno per 5 giorni ) e «sollecita i vertici dipartimentali a prendere urgenti soluzioni volte a risolvere i gravi problemi di sicurezza che oramai attanagliano la Casa Circondariale di Siano. L’Istituto registra una capienza di quasi 600 detenuti a fronte di una capienza tollerabile di circa 380 detenuti. Il personale di Polizia Penitenziaria sebbene in sottorganico – scrive la Uil - svolge con abnegazione e senso del dovere le proprie mansioni Istituzionali. Il nucleo traduzioni e piantonamenti oltre a registrare una carenza di circa 40 unità rispetto alla sua costituzione (ne erano previste 83 ma attualmente sono circa 45), lavorano con mezzi obsoleti e logorati non degni di un corpo di polizia». Nel trarre le conclusioni, Paradiso «auspica un intervento urgente da parte dei Provveditorato della Calabria e del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria prima che sia veramente troppo tardi». 

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