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Operazione "Archi-Astrea", mano pesante dell'accusa. Pene comprese tra i 7 e i 18 anni

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Il pm della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo quest’oggi ha formulato la richiesta di condanne al termine della requisitoria nell’ambito del processo Archi-Astrea, celebrato in rito abbreviato dinnanzi al gup Minniti. Il processo scaturisce dalle due operazioni, Archi e Astrea, che vedono gli imputati accusati, a vario titolo, di reati che vanno per alcuni dall’associazione per delinquere di stampo mafioso all’intestazione fittizia di beni ed estorsione. Queste le richieste formulate dal pm: 12 anni di reclusione e 10 mila euro di multa per Emilio Firriolo, Paolo Polimeni, Alberto Rito, Rosario Aricò, Alfredo Polimeni; 18 anni e 15 mila euro di multa per il capo a, e 8 anni e 15 mila euro per i capi b,c,d per Giuseppe Rechichi; 18 anni e 15 mila euro di multa per Giuseppe Tegano; 18 anni per il capo e, e 10 anni per il capo f per Pietro Labate e Francesco Labate; 18 anni e 15 mila euro di multa per Franco Benestare e Roberto Franco; 12 anni di reclusione e 15 mila euro di multa per Pasquale Utano; 7 anni di reclusione e 15 mila euro di multa per Giovanni Zumbo. 

Inoltre il pm ha avanzato richiesta di libertà vigilata non inferiore a 3 anni per tutti gli imputati. In particolare Giovanni Zumbo è noto alle cronache come «la talpa», in quanto nel 2010 il commercialista è stato sottoposto a fermo nell’ambito dell’operazione Reale, con l’accusa di essersi recato in casa di Giuseppe Pelle dell’omonima famiglia alias «Gambazza» fornendo notizie coperte da segreto investigativo. Giuseppe Rechichi, invece, socio privato della società Multiservizi, secondo l’accusa avrebbe svolto attività di supporto alla cosca Tegano.

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