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A caccia di colpe: a giudizio i gestori del depuratore. Tra Botricello e Cutro botta e risposta al vetriolo

Calabria

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CATANZARO - Non bastano le scuse. Tanto meno i proclami. Ogni anno il copione si ripete. Con liquami a mare e turisti in fuga. Così la caccia alle responsabilità parte e non si ferma. In ogni ordine e grado. Per un avvio di stagione all'insegna di colpe da scovare.
Nel mare di Steccato di Cutro ogni mattina è la stessa scena: acqua torbida ed escrementi umani a galla. L'assessore all'Ambiente, Carletto Squillace, lancia una pietra tra le onde dei sospetti: «Il depuratore della vicina Botricello termina in un torrente che, a sua volta, confluisce in mare. Sulla foce pare che nei giorni scorsi qualcuno sia intervenuto con una ruspa». Ma poi nasconde la mano: «Non vogliamo scaricare responsabilità su nessuno, ma lo spettacolo che presenta il torrente non è bello, chiunque può verificarlo recandosi sul posto». Il comune di Botricello non ci sta. Gli amministratori rispediscono le accuse al mittente. E rassicurano sul funzionamento dell'impianto, che, tuttavia, almeno fino a tre anni fa non andava affatto bene. Almeno di questo è convinta la Procura, che, per mano del sostituto procuratore, Carlo Villani, al termine di una lunga e complessa indagine che ha interessato tutti i comuni sulla costa jonica, in relazione al cattivo funzionamento del depuratore di Botricello, ha citato a giudizio Alberto Dondi e Giancarlo Mongiard dell'“Ati Dondi”, per la gestione dell'impianto “Ati-Ubi” fino al 29 agosto del 2008, e Francesco Ferreri dell'“Ati Sige srl-Soteco spa-Meco srl”, per la presunta cattiva gestione fino al 19 febbraio 2009, non avendone garantito - scrive il magistrato - neanche la manutenzione ordinaria.
Roba vecchia, quindi. Presunte colpe ormai datate nel tempo. E, sulle quali, a pronunciarsi dovranno essere i giudici del Tribunale di Catanzaro il prossimo 8 novembre. Ma dal 2009 ad oggi cosa è cambiato. E soprattutto quanta colpa può avere il depuratore di Botricello rispetto ai liquami galleggianti nel mare di Cutro? «Nessuna». Il sindaco del comune sulla costa ionica catanzarese, Giovanni Camastra, e l'assessore all'Ecologia, Salvatore Procopio, non la mandano a dire, e all'assessore Squillace rispondono per le rime. «Ringraziamo l'assessore di riferimento per questa pubblicità disdicevole che ogni anno presenta nei confronti del comune di Botricello e delle altre amministrazioni limitrofe. Apprezziamo ovviamente lo spirito ecologista che lo stesso dichiara di aver fatto lo scorso anno e quest'anno e come lo scorso anno lo invitiamo a munirsi di tecnici specializzati se lui stesso non lo è e di venire a fare uno o più prelievi durante tutto il ciclo estivo per verificare lo stato di efficienza delle acque depurate dalle acque di Botricello».
Il servizio completo sull'edizione cartacea di oggi del "Quotidiano della Calabria", a firma di Brunetto Apicella e Stefania Papaleo.

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