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Nomina di un primario a Reggio, a processo Chiaravalloti, Zavettieri e Luzzo

Calabria

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CATANZARO - Il giudice dell’udienza preliminare di Catanzaro ha rinviato a giudizio l’ex presidente della Regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, gli ex assessori regionali Saverio Zavettieri e Gianfranco Luzzo ed un medico dell’ospedale di Reggio Calabria, Saverio Cipri, imputati nell’ambito dell’inchiesta su presunti abusi connessi alla nomina del primario di neurochirurgia dell’ospedale della città dello Stretto. È stata invece stralciata la posizione del quarto indagato, il sottosegretario alle Riforme della Regione Calabria, Alberto Sarra.

Per quest’ultimo si è in attesa della pronuncia della Corte di cassazione in merito alla sua richiesta di ricusazione del gup che sta conducendo il procedimento, Maria Rosaria Di Girolamo, la quale si è già interessata dell’inchiesta emettendo nei mesi scorsi il provvedimento cautelare con il quale Sarra è stato temporaneamente interdetto dai pubblici uffici, e che poi è stato revocato dal tribunale del riesame il 30 maggio scorso. La difesa di Sarra aveva presentato istanza di ricusazione, ma la Corte d’appello l’ha respinta con un provvedimento che l'interessato ha impugnato in Cassazione. In attesa della pronuncia del giudice supremo, quindi, l’udienza preliminare per Sarra è slittata al 5 ottobre. Ed a quella stessa data è stato fissato l’inizio del processo a carico degli altri imputati rinviati a giudizio oggi dal gup Di Girolamo, chiamati a rispondere di tentata concussione perchè nel 2005, secondo l'accusa, avrebbero tentato a vario titolo di indurre l’ex direttore generale dell’Azienda ospedaliera di Reggio, Renato Carullo, a nominare Cipri quale primario del reparto di neurochirurgia.

IL COMMENTO. Dura la reazione di Saverio Zavettieri: «E' la prima volta che dopo oltre 50 anni di attività politica e sindacale vengo rinviato a giudizio. Ma nella vita c'è sempre una prima volta! Evidentemente il gip era troppo occupato per potersi leggere le carte ed accertare che a carico del sottoscritto non c'era alcuna accusa ed alcun reato. Nel dare atto ai miei legali dell’impegno svolto a mio favore con cura e perizia in questa fase preliminare e conservando piena fiducia nella magistratura annuncio la mia ferma intenzione di rinunciare ad ogni difesa ulteriore attendendo serenamente l'inevitabile condanna per non aver commesso il fatto», conclude Zavettieri.

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