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Inchiesta Parco Romani, il notaio Guglielmo sentito in procura

Calabria

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CATANZARO - Il notaio Rocco Guglielmo è stato sentito per oltre un’ora in qualità di testimone nell’inchiesta della Procura della Repubblica sull'utilizzo del Parco commerciale Romani di Catanzaro.   Il notaio, che non è indagato ma il cui studio è stato perquisito nelle settimane scorse per l’acquisizione di alcuni atti, è giunto stamane in Procura dove è stato sentito dal sostituto procuratore della Repubblica, Carlo Villani, e dai militari della Guardia di finanza. Il colloquio avrebbe riguardato alcuni atti fatti da Guglielmo nell’ambito della vicenda di Parco Romani. Sul contenuto dell’interrogatorio gli inquirenti mantengono il massimo riserbo.   Con l’interrogatorio del notaio Guglielmo si è conclusa una settimana particolarmente intensa durante la quale la Procura e la Guardia di finanza hanno acquisito una serie di testimonianze di persone informate sui fatti. Il materiale raccolto viene ritenuto di particolare rilevanza per il prosieguo delle indagini. Intanto prosegue l’analisi dei documenti e degli atti sequestrati nel corso delle perquisizioni effettuate nei confronti degli otto indagati.   L’inchiesta s'incentra principalmente sulla permuta fatta dalla società Argento, di cui era socio Gaetano Romani, con il Comune che acquisì due immobili di proprietà degli imprenditori Giuseppe Gatto e Giuseppe Speziali, rispettivamente presidenti di Confindustria Catanzaro e Calabria. La permuta doveva servire a compensare un debito di oltre tre milioni di euro che Romani doveva al Comune. All’attenzione dei magistrati c'è poi la decisione dell’Amministrazione comunale di centrosinistra, tramite la municipalizzata Catanzaro Servizi, di realizzare il centro fieristico nel Parco Romani.

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