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L'altro volto di Minosse: è allarme incendi
Boschi e case distrutte, persone intossicate

Calabria

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E' L'ALTRO volto di Minosse, quello distruttivo, Se da una parte l'anticiclone africano sta facendo boccheggiare i calabresi con temperature che oscillano attorno ai 40 gradi, dall'altra gli effetti stanno avendo ricadute anche sul territorio e sui boschi, cinti d'assedio dagli incendi. Ma questi giorni, sul fronte delle fiamme, è stata densa di allarmi non solo per la macchia mediterranea: alcune abitazioni sono andate distrutte e ci sono state persone che sono rimaste ferite, anche se in modo lieve, a causa di alcuni incendi. 

PANICO NEL CAMPING - Le situazioni più difficili si sono registrate nel Cosentino e nel Reggino. Nel Catanzarese, a causa di un furioso incendio sono stati distrutti dieci ettari di bosco e di macchia mediterranea:, sul posto dell’incendio sono dovuti intervenire due Canadair della protezione civile, i vigili del fuoco dei distaccamento di località “Caldarello” di Soverato, quelli del distaccamento di località “Foresta” a Chiaravalle centrale, quelli della unità del distaccamento di Roccelletta di Borgia. 

E ieri in provincia di Cosenza incendi si sono sviluppati ad Amendolara, dove sono state lambite alcune case, Zumpano, Rogliano, Altomonte, Lungro e Sibari dove ci sono stati attimi di vero e proprio panico per un rogo che ha sfiorato un camping nella rigogliosa pineta.

Dalla notte, e per quasi tutta la giornata di ieri, un incendio di vaste proporzioni ha interessato l’area di Monte Stella di Pazzano, in provincia di Reggio Calabria. Il fuoco in alcuni casi ha portato le fiamme ai limiti di alcuni fabbricati rurali e del centro abitato. Ma è l’eremo di Monte Stella, risalente al 598, che è stato messo a serio rischio dall’incendio. Le fiamme hanno sfiorato le strutture sacre, santuario e convento, ma anche l’ostello, poco distante. Alcune famiglie sono state evacuate già durante la notte dalle loro abitazioni, a rischio anche alcuni allevamenti. 

MAMMOLA SOTTO ASSEDIO - Sempre nel Reggino, si è sfiorata la tragedia a Mammola nelle contrade Aspalmo, Acone, Rodinella, Monte Scifo, Zarapota, Rinega, Reito e Chiusa. Un vasto incendio ha distrutto un magazzino e ha sfiorato le case, distruggendone alcune. Solo grazie all’intervento dei carabinieri di Mammola alcune famiglie sono state messe in salvo. Due militari, nelle operazioni di soccorso, hanno riportato un’intossicazione e qualche ustione: si tratta dei giovani militari Luca Carletta e Salvatore Scrivo, che sono stati portati d’urgenza all’ospedale di Locri per essere curati e visitati dai sanitari del pronto soccorso. 

Pesante il bilancio complessivo del rogo: due case sono state completamente distrutte, decine le abitazioni evacuate, alcuni intossicati e diversi anziani colpiti da malore per il grande caldo e l’odore acre del fumo.  Completamente distrutto un deposito di attrezzi ed animali, alberi secolari di ulivo e diversi castagneti. Nel borgo Chiusa si sono vissuti dei momenti di grande panico perché le lingue di fuoco stavano avvolgendo un bombolone adiacente a una abitazione.  

 L’incendio è stato domato solo a tarda sera grazie all’intervento dei vigili del fuoco di Siderno e alla collaborazione dei loro colleghi di Polistena e di squadre arrivate da tutta la provincia, di due Canadair, di un elicottero della protezione civile e degli operai antincendio dell Afor di Mamamola.

Sempre ieri sera, dopo una giornata che Mammola ha vissuto tra le fiamme, un altro incendio è scoppiato in contrada Mandropaio in agro di Mammola (in prossimità della fontana Malconsiglio), con le squadre Afor che sono riuscite a spegnerlo solo a tarda notte.

IL VENTO E L'ANTICLONE -  Le fiamme hanno assunto notevoli proporzioni anche perché il fuoco è stato alimentato dal vento. Caldo e raffiche sono una minacca che continuerà a proporsi anche in questo fine settimana, indicato dagli esperti come l'ultima appendice dell'anticiclone africano. Domenica, in particolare, è atteso il colpo di coda di Minosse, con temperature che in Calabria torneranno a lambire i 40 gradi, raggiungendoli solo a Reggio. 

Poi è attesa una tregua dall'afa che però, secondo Antonio Sanò, del portale ilmeteo.it, potrebbe riaffacciarsi già dal 18-20 luglio, per l'espansione di un nuovo anticiclone: in quei giorni tutta l'Italia potrebbe tornare a boccheggiare tra i 34 del Nord e i 36 dell’Emilia, tra i 36 del centro e i 38 del Sud.

(hanno collaborato Nicodemo Barillaro e Gianni Romano)

 

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