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Maxisequestro a imprenditore di Soverato
accusato di associazione mafiosa

Calabria

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SOVERATO - Dalle prime luci dell’alba i militari della Compagnia Carabinieri di Soverato unitamente a personale del Gico della Guardia di Finanza di Catanzaro, stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare in carcere e di sequestro preventivo di beni per un valore di oltre 3 milioni di euro richiesti dalla DDA di Catanzaro, ai danni di un imprenditore di Montepaone Salvatore Pannia, 46 anni, legato alla cosca Sia-Procopio-Tripodi, per il reato di tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose. Il destinatario del provvedimento, che è anche indagato per associazione a delinquere di tipo mafioso, avrebbe tentato di estorcere somme di denaro ad operatori economici della zona per sostenere reggenti ed associati del «locale di 'ndrangheta di Soverato» operante nel territorio di Soverato-Montepaone-Davoli-S.Sostene, attualmente in carcere. Otto persone sono indagate per trasferimento fraudolento di beni nell’inchiesta della Dda di Catanzaro. Le persone indagate sono familiari di Pannia ai quali erano stati intestati fittiziamente dei beni riconducibili all’imprenditore che è ritenuto esponente della cosca della 'ndrangheta Sia-Procopio-Tripodi. Stamane i finanzieri del Gico di Catanzaro ed i carabinieri della Compagnia di Soverato oltre ad arrestare Pannia hanno sequestro beni immobili per un valore di 3 milioni di beni. Tra il patrimonio riconducibile a Pannia c'è anche il night club 'Arabesqueh', unica struttura del genere in provincia di Catanzaro. I particolari delle indagini sono stati resi noti nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il Procuratore di Catanzaro, Vincenzo Antonio Lombardo, il procuratore aggiunto Giuseppe Borrelli, ed i rappresentanti di carabinieri e Guardia di finanza. All’arresto dell’imprenditore per tentata estorsione aggravata dalle modalità mafiose si è giunti dopo la denuncia di due fratelli titolari di un bar ai quali Pannia aveva chiesto la somma di mille euro. Il denaro, secondo gli investigatori, doveva servire a sostenere gli esponenti della cosca che si trovano attualmente detenuti.

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