Salta al contenuto principale

Omicidio Puntorieri, due arresti
Esponenti del clan Libri-Caridi

Calabria

Tempo di lettura: 
2 minuti 55 secondi

REGGIO CALABRIA - La squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato due presunti esponenti della cosca Libri-Caridi, accusati di aver preso parte all’omicidio di Marco Puntorieri, 42 anni, ucciso il 15 settembre 2011, e di aver collaborato per l'occultamento del cadavere. Si tratta di Natale Cuzzola, di 49 anni, e Domenico Condemi, 36 anni detto "Doddy".  Del delitto esiste un filmato, registrato su una pen drive, che nel marzo scorso ha portato i carabinieri ad arrestare già un uomo. Adesso, dalle indagini della mobile, è emerso che sul luogo del delitto ci sarebbero state anche altre due persone. Il video era stato inviato ai carabinieri in una lettera anonima in cui l’autore scriveva di essere riuscito a registrare le fasi del delitto dopo che Puntorieri era stato invitato in un casolare di campagna per dei lavori da un amico, Domenico Ventura, 49 anni, poi arrestato. Nel video si vedono distintamente arrivare Puntorieri e Ventura, discutono tranquillamente e Ventura prende un fucile a canne mozze nel casolare. Tra i due, secondo l’interpretazione degli investigatori, c'è un atteggiamento tipico di chi sta pianificando un’azione criminosa. Quindi Puntorieri e Ventura si incamminano, sempre ripresi da una telecamera installata su un albero, con Ventura che continua disinvoltamente ad impugnare il fucile. I due escono poi dall’inquadratura e dopo circa un minuto si sentono due distinti colpi di fucile. Nella pen drive c'erano anche alcune foto del cadavere vicino al casolare. Immagini che hanno consentito di trovare resti umani. Adesso, a quattro mesi da quell'arresto, la squadra mobile, in esecuzione di un’ordinanza del gip su richiesta della Dda di Reggio Calabria, ha arrestato altre due persone. «Facciamo le mosse che facciamo domani», avrebbe detto Natale Cuzzola nel sopralluogo fatto in preparazione del delitto insieme a Domenico Ventura. L’intercettazione, insieme a quella in cui Condemi dice «qua rischiamo Peppino un ergastolo», è agli atti dell’inchiesta che ha portato all’emissione del provvedimento nei confronti dei due e testimonia, secondo gli investigatori della squadra mobile ed i magistrati della Dda la partecipazione di Cuzzola e Condemi all’omicidio. I due, erano già detenuti perchè arrestati per associazione mafiosa in quanto ritenuti esponenti della cosca Libri-Caridi di Reggio. Le intercettazioni sono state fatte dalla polizia nell’ambito dell’inchieste sfociate nelle operazioni condotte contro la cosca «Alta Tensione 2» e «San Giorgio». Dopo l’arresto di Ventura, operato dai carabinieri, la squadra mobile ha approfondito il contenuto delle intercettazioni effettuate il giorno prima dell’omicidio sull' auto di Condemi. Secondo l’accusa, i tre avevano compiuto un sopralluogo per provare la dinamica del delitto. Nello stesso filmato, si sente Puntorieri chiedere a Ventura dove fosse Natale ricevendo la risposta «là dove c'e lo...», segno, per gli inquirenti, della presenza di Cuzzola. I tre, parlando, prevedono gli effetti che avrà il delitto, maturato all’interno della cosca: «ora scoppia la bomba, tra un paio di giorni scoppia la bomba». In una interrogazione successiva, effettuata all’interno del circolo «Caccia sviluppo e territorio» dopo la scoperta, da parte degli affiliati, della microspia sull'auto di Condemi, lo stesso Condemi, dice al suo interlocutore «qua rischiamo Peppino un ergastolo». Il corpo di Puntorieri non è stato ancora trovato. Sul luogo del delitto sono state solo repertate tracce ematiche e biologiche riconducibili alla vittima. 

Ti sei ricordato di condividerlo con i tuoi amici?