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Rifugiati, prosegue la protesta dei sindaci
4 giorni di sciopero della fame

Calabria

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RIACE (RC) - «I progetti di accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati di Riace, Caulonia ed Acquaformosa, che testimoniano di come sia possibile accogliere i migranti in modo umano e solidale promuovendo allo stesso tempo sviluppo locale, sono in serio pericolo». A sostenerlo, in un documento, sono Domenico Lucano (sindaco di Riace), Giovanni Manoccio (sindaco di Acquaformosa) e Giovanni Maiolo, operatore sociale, che stanno attuando, da quattro giorni, con rischi che si fanno di giorno in giorno più concreti, lo sciopero della fame per richiamare l’attenzione sulla vicenda dei rifugiati rimasti senza sostegno economico. «La Protezione civile – è scritto nel documento – da un anno non eroga i finanziamenti dovuti per i progetti 'Emergenza Nord Africa', nonostante si tratti di fondi da tempo già stanziati dal Governo. Come conseguenza di questa situazione, che non ha eguali nelle altre regioni, gli operatori sociali non ricevono stipendio da moltissimi mesi e i migranti devono vivere in case senza elettricità e rischiano la fame considerato che la maggior parte dei negozianti non può più permettersi di fare credito. Abbiamo urgente bisogno che vengano sbloccati i fondi del 2011 e quelli del 2012».   «Per tale ragione, in difesa dei progetti di accoglienza di Riace, Caulonia e Acquaformosa – proseguono Lucano, Manoccio e Maiolo che sono intenzionati a proseguire ad oltranza nella protesta – chiamiamo tutti, cittadini, movimenti, cooperative, associazioni, istituzioni, sindacati, partiti e in generale tutte le forze politiche e sociali alla mobilitazione e vi aspettiamo mercoledì 25 luglio 2012, a Riace, per una grande assemblea generale. Aiutateci a mantenere viva l’alternativa ai Cara, ai respingimenti, alle galere etniche e alla clandestinizzazione dei fratelli e delle sorelle migranti, per un’accoglienza tra diversi, che sia umana e solidale».

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