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Cittanova, maxisequestro e 9 indagati
Sigilli a 100 conti correnti

Calabria

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CITTANOVA - Nove persone indagate per intestazione fittizia di beni; un’impresa che opera nel settore immobiliare e oltre 100 conto correnti sequestrati. È questo l’esito delle indagini su una complessa frode ai danni dell’erario scoperta, dai Finanzieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, ed in particolare del Nucleo di Polizia Tributaria, della Compagnia di Palmi e della Tenenza di Taurianova. L'attività investigativa, coordinata dal Procuratore della Repubblica di Palmi, Giuseppe Creazzo, avrebbe consentito di portare alla luce l’esistenza di un’associazione per delinquere, costituita da un gruppo di imprenditori per lo più legati da vincoli familiari e fiduciari, che è riuscita, nell’arco di tutto il decennio scorso, reinvestendo, di volta in volta, le somme illecitamente acquisite, quali aiuti pubblici, a realizzare un vero e proprio impero economico. Si tratta di soggetti tutti direttamente o indirettamente riconducibili alla famiglia Giovinazzo, attiva su Cittanova e nella fascia aspromontana tirrenica della provincia di Reggio Calabria. La vicenda trae origine dal primo sequestro, eseguito nel giugno del 2011, che ha formalmente tolto dalla disponibilità del gruppo il complesso turistico alberghiero «Uliveto Principessa». Ma il medesimo gruppo, evidentemente consapevole che dai controlli sarebbe stata avviata un’indagine che avrebbe, con buone probabilità, fatto emergere gli illeciti commessi, si era già adoperata precedentemente per blindare quello che certamente era il bene più importante, ovvero il lussuoso complesso turistico interamente realizzato con i proventi di attività illecita. Tale operazione era stata realizzata con la costituzione di una nuova società, la Socim S.r.l., formalmente impegnata nel settore immobiliare ed estranea al gruppo, ma, come evidenziato dalle ultime indagini, materialmente operante solo ed esclusivamente nella gestione del complesso in virtù di un contratto di locazione antecedente il provvedimento di cui sopra. Inoltre, per cercare di eludere successivi controlli della Guardia di Finanza, operante come noto per competenza territoriale, i sociavevano costituito questa nuova impresa con sede legale a Roma.

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