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Reazione dei clan o intimidazione
le ipotesi per le fiamme in caserma

Calabria

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SONO diverse le ipotesi al vaglio degli inquirenti per risalire alla matrice dell’attentato incendiario alla caserma “Paolo Grippo” nel centro di Cosenza, colpita nella notte tra lunedì e martedì dalle fiamme appiccate contro una finestra e una porta secondaria. La prima porta dritto alla criminalità organizzata. I carabinieri stanno ottenendo ottimi successi nella cattura di pericolosi latitanti. Sabato notte hanno acciuffato Antonio e Roberto Presta, ieri notte il boss degli zingari Celestino Abbruzzese. Forse l’attentato incendiario non è opera di un mitomane, ma una risposta scomposta all’attività delle forze dell’ordine.

Un tentativo che lascia assolutamente indifferenti gli inquirenti. Il procuratore della Dda, Francesco Borrelli, a margine della conferenza stampa relativa all’arresto di Abbruzzese ha dichiarato che «respingeremo con forza ogni tentativo della criminalità organizzata di alzare la tensione. L’abbiamo già fatto nell’immediatezza a Lamezia, lo faremo anche a Cosenza».

Ma c’è un altra pista che non viene trascurata ed è quella che porta al luogotente Cosimo Saponangelo, comandante della stazione di Cosenza centro storico, uno dei quartieri più difficili della città. Saponangelo già diverso tempo fa fu oggetto di minacce. Ignoti gli recapitarono una lettera minatoria corredata da quattro cartucce di un fucile calibro dodici. La finestra presa di mira dal piromane, se così possiamo definirlo, è proprio quella dell’ufficio del Luogotenente.

Ma chi può avercela con lui? Saponangelo è un carabiniere vecchio stampo, uno che del centro storico conosce pure i sassi. E’ una sorta di istituzione per l’arma cosentina. Non sfigurerebbe in un romanzo di Camilleri, anche per la sua predilizione per la buona tavola, magicamente traslato a Cosenza dalla Sicilia. La caserma “Grippo” ospita la stazione di Cosenza centro storico, da quando è stata chiusa quella di corso Telesio. Un quartiere difficile che il Luogotenente conosce come le sue tasche. Per mantenervi l’ordine pubblico Saponangelo usa più il cervello che la forza, ama dialogare con la gente, soprattutto con i ragazzi di quartiere. Possibile che sia lui nel mirino? Al momento bisogna attendere la svolta nelle indagini che si prevede immediata.

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