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Raffica di intimidazioni, Calabria sotto assedio

Calabria

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DALLE cartucce fatte trovare all'agente di commercio all'ordigno fatto esplodere davanti alla bottega del fioraio. Passando per gli spari al negozio di un vicesindaco e per la violenta esplosione al distributore di carburante che poteva causare una strage. Sono state ventiquattro ore di una violenza inaudita quelle che ha vissuto la Calabria, nel segno della prepotenza.

LE BOMBE NELLA PIANA - A Gioia Tauro si è rischiata addirittura una strage attorno alla mezzanotte, quando una bomba ad alto potenziale è stata fatta esplodere distruggendo un distributore di benzina in pieno centro. Danni agli edifici vicini, ma le cisterne di carburante sono rimaste indenni evitando una deflagrazione molto più grave. Il sindaco Renato Bellofiore ha definito l'episodio «è segnale evidente di una ripresa aggressiva e sfacciata dell’escalation criminale nel nostro territorio. Il fatto, di per se gravissimo, è reso ancora più intollerabile – prosegue – dal fatto che l'esplosione, in una strada molto frequentata, soprattutto in concomitanza per i festeggiamenti della Madonna Santissima di Portosalvo, è avvenuta in un orario di intensa circolazione, con il rischio di trasformarsi in una vera e propria strage». 

E un ordigno è esploso anche a Taurianova: era stato collocato davanti a un negozio di fiori nella frazione San Martino, causando danni all'interno e a due veicoli parcheggiati nelle vicinanze.

IL VICESINDACO E L'AGENTE DI COMMERCIO - Notte di violenza anche nel Vibonese. Nel mirino è finito il vicesindaco di Pizzo, Fabrizio Anello, eletto da appena quattro mesi: cinque colpi di pistola sono stati sparati contro la serranda del suo negozio per la vendita di prodotti ittici surgelati che si trova nella trafficatissima via Nazionale. «Non siamo spaventati - dice il sindaco Gianluca Callipo - soltanto molto amareggiati per un episodio che ci richiama alla cruda realtà di un contesto dove le buone intenzioni e la voglia di operare nel bene esclusivo della collettività devono fare i conti con una logica criminale che vorrebbe piegare le dinamiche sociali e democratiche ai propri interessi».

Una cartuccia calibro 12 è stata invece depositata davanti allo studio di un agente di commercio, M. G., 46 anni, a San Costantino Calabro, sempre nel vibonese. E a concludere la lunga sequenza, ignoti hanno dato alle fiamme un autolavaggio di proprietà di P.C., 58 anni, lungo la statale 522, fra Vibo Marina e Tropea.

 

 

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