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Truffa all'Inps, l'inchiesta potrebbe allargarsi
Pochi mesi in Italia per avere l'assegno sociale

Calabria

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COSENZA - L’operazione delle Fiamme gialle di Scalea che ha portato alla denuncia di 174 persone per truffa all’Inps potrebbe allargarsi. Il procuratore capo di Paola Bruno Giordano, che ha lavorato in sinergia con la Guardia di Finanza, durante la conferenza stampa che ha delineato i particolari dell’operazione ha sottolineato che sono in corso accertamenti anche sul territorio di Paola. 

L’inchiesta denominata “Migrantes – Assegno sociali in trasferta” ha messo in luce una truffa ai danni dell’Inps per cinquemilioni di euro, nel corso dell’operazione sono stati sequestrati 229 unità immobiliari e 59 conti correnti per circa un milione di euro. Il meccanismo truffaldino messo in atto dai soggetti denunciati consisteva nello stabilire fittiziamente la residenza nel territorio italiano al solo scopo di percepire la pensione sociale, che come è noto rappresenta una forma di aiuto erogato dall’Inps a cittadini con difficoltà economiche che abbiano compiuto 65 anni e siano residenti stabilmente in Italia. 

Ecco perché i soggetti ritornavano dai luoghi di residenza all’estero per stabilirsi solo in maniera fittizia in Italia, in questo caso nel territorio di Scalea. Dall’Amerca Latina o dagli Usa restavano pochi mesi in Italia, giusto il tempo di prendere la residenza, aprire un conto corrente e presentare all’Inps la documentazione necessaria per ottenere l’assegno sociale. Dopo ritornavano all’estero dove risiedeva il resto della loro famiglia e rientravano in Italia solo per prelevare la pensione dai libretti di risparmio, in altri casi non ritornavano affatto e delegavano una persona del posto al prelievo della somma. La Procura sta anche valutando la posizione di altri soggetti.

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