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«Dopo la denuncia in Ateneo
non ho registrato approvazione»

Calabria

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COSENZA - L'inchiesta 110 e lode, che vede indagate 75 persone accusate di vari reati che vanno dal falso materiale e ideologico all’accesso abusivo nel sistema informatico dell’Unical, ha avuto inizio in un giorno di primavera dello scorso anno. Quel giorno Roberto Bondì, docente di Storia del pensiero scientifico, va dal suo preside, Raffaele Perrelli, per segnalargli stupito che durante alcune verifiche sulla carriera di una laureanda era venuto fuori uno statino con la sua firma falsificata. «Chiesi a Bondì di mettermi per iscritto questa sua dichiarazione e io scrissi al rettore, allegando la sua lettera, chiedendogli di prendere i provvedimenti del caso. Il rettore ha proceduto quindi con la denuncia alla Procura», racconta oggi Perrelli, in una intervista al Quotidiano. Nessun dubbio, spiega, circa l’opportunità di della denuncia alla Procura. «Uno statino falsificato non è affare da indagine interna. Non credo alla pulizia interna – dice il preside di Lettere e Filosofia – Non credo che i panni sporchi si possano lavare in casa, come diceva Andreotti per liquidare il cinema neorealista. Serve l’intervento della magistratura, pur affrontando i passaggi difficili e dolorosi che questo comporta. Certo, poi nella lettura non ci si può fermare all’associazione tra “Unical” e “falsi esami”. Vanno aggiunti i verbi. Qui è accaduto che i falsi esami -presunti, ovviamente, a questo stadio dell'inchiesta - sono stati denunciati per porre fine ad una probabile truffa. Ed è un vantaggio per i nostri studenti perché il traffico denunciato è stato estinto». In quei giorni, però, «non ho registrato – dice – un clima di grande approvazione intorno a me in ateneo. All’interno della mia Facoltà erano tutti d’accordo, ma nel resto dell’università mi sono sentito come il fortiniano “ospite ingrato”: c'era qualcuno che credeva che avessimo fatto una tempesta in un bicchier d'acqua. Ma resto convinto che non ci fosse altra strada che rivolgersi alla magistratura».

IL TESTO COMPLETO DELL’INTERVISTA SULL'EDIZIONE CARTACEA DE IL QUOTIDIANO DELLA CALABRIA

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