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Nuovo ospedale, un altro stop
Dopo 7 anni ancora rimpalli

Calabria

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VIBO VALENTIA - Sette anni di attesa. Di scandali e di polemiche. Di promesse disattese. Di rinvii e, ora, di silenzi. La sanità dei disservizi e delle morti bianche oggi è quella delle spese da tagliare. E del nuovo ospedale di Vibo Valentia - quello che vide i lavori fermarsi nel settembre del 2005, al deflagrare dell’inchiesta sulle tangenti e le lobby di potere attorno all’appalto dei lavori - non si parla quasi più. E’ la Cisal, attraverso il segretario aggiunto Filippo Curtosi, a svegliare dal torpore, con una nota diffusa agli organi di stampa. «Il governatore della Calabria, Giuseppe Scopelliti, nelle ultime ore ha fatto sapere che è intervenuto un nuovo stop a causa delle lentezze tra i ministeri della Sanità e dell'Economia sul programma legato alla costruzione dei nuovi ospedali in Calabria e spera che in proposito il governo si pronunci al più presto. La Cisal - scrive Curtosi - invita le istituzioni, la classe politica, l'Ordine dei medici e  le rappresentanze sindacali a spingere in direzione di nuove iniziative rivolte a sollecitare  una più concreta attenzione del governo centrale perché si ha la netta sensazione che il programma sui nuovi ospedali in Calabria non sia proprio in cima ai pensieri del Presidente Monti e dei ministri Balduzzi e Passera.  La notizia, peraltro fornita da Giuseppe Scopelliti, non è di quelle buone anche perché non lascia intendere quali sono i reali motivi di questa frenata e nel contempo lo stesso governatore auspica che il governo Monti proroghi il commissariamento della sanità calabrese a lui affidata: situazione che cozza contro quanto riferito da egli stesso in precedenza e cioè sull'invito a Roma a ripristinare la gestione ordinaria della sanità calabrese».

La Cisal resta, comunque, sempre perplessa sul percorso che caratterizza la costruzione del nuovo ospedale vibonese. «A tutt'oggi - continua la nota - nonostante le pressioni  esercitate in passato, non è mai stato possibile conoscerne le modalità ed i tempi di attuazione. Una incertezza che la dice lunga sulla chiarezza della complessa iniziativa. Non che ci facessimo grandi illusioni su quanto detto fino ad oggi ma è anche giusto che l'opinione pubblica vibonese venga a conoscenza delle reali intenzioni  che diventano credibili solo in presenza di un crono programma che non è mai stato licenziato da nessuno, Scopelliti  compreso». E allora: «Resta il fatto che la grande speranza dei vibonesi è quella di poter contare al più presto possibile su una struttura ospedaliera moderna, innovativa e sopratutto capace di superare tutti i disagi esistenti oggi. Liste di attesa, precarietà di personale medico e non, struttura sempre alle prese con interventi di manutenzione continuano a rendere meno agevole l'erogazione dei servizi. Se poi aggiungiamo che l'attuazione del Piano di rientro continua a condizionare attività e scelte programmatiche il quadro è fatto. Il tutto - conclude Curtosi - avviene con il coordinamento di una Commissione straordinaria che continua a gestire una situazione tutt'altro che tranquilla per le precarietà organizzative di tutti i giorni che alla fine penalizzano gli utenti costretti spesso ad affidarsi all'emigrazione dell'ammalato. E' evidente che la scadenza della gestione commissariale diventa una grande speranza perché l'opinione pubblica vibonese non può non essere d'accordo sulla idea che la gestione ordinaria resta sempre la più affidabile».

 

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