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Detenuto tenta il suicidio a Reggio
usando una bomboletta del gas

Calabria

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REGGIO CALABRIA - Un detenuto nel carcere di Reggio Calabria ha tentato il suicidio inalando il gas della bomboletta utilizzata per cucinare e riscaldare cibi e bevande. Lo hanno reso noto Giovanni Battista Durante, segretario generale aggiunto del Sappe, e Damiano Bellucci, segretario nazionale. L’uomo ha infilato la testa in un sacchetto di plastica, stretto con un laccio, ed ha iniziato ad inalare il gas. Il detenuto è stato salvato da un agente della polizia penitenziaria.

Durante e Bellucci hanno affermato che «è sempre più grave la situazione nel carcere di Reggio Calabria dove gli eventi critici si susseguono quasi quotidianamente. L’episodio avvenuto stamane a Reggio Calabria è uno dei tanti che si verificano nelle carceri italiane, ma nonostante ciò l’amministrazione continua, inspiegabilmente, a non proporre la modifica del regolamento penitenziario, al fine di vietare l’uso delle bombolette del gas che viene spesso usato dai tossicodipendenti come sostitutivo della droga».   «I tossicodipendenti in carcere – hanno aggiunto – in carcere sono il 25% del totale della popolazione detenuta. Sempre questa mattina nel carcere di Reggio Calabria due agenti sono stati aggrediti da un detenuto nella sezione alta sicurezza; uno dei due è stato colpito con un pugno in faccia. Entrambi hanno dovuto fare ricorso alle cure mediche. Nello stesso carcere i detenuti presenti sono 425, a fronte di una capienza di 200 posti. Mancano circa 50 agenti, rispetto alle reali esigenze della struttura, dove il personale è costretto a svolgere anche turni di dieci ore che arrivano a dodici nel nucleo traduzioni e piantonamenti». 

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