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Due interi nuclei familiari
intossicati dai funghi

Calabria

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VIBO VALENTIA - Di questi tempi, com’è noto, inizia nelle campagne la ricerca, a volte spasmodica, di funghi. Il problema è che spesso a tale attività si dedicano anche molti che si credono esperti ma tali non sono e che, pertanto, finiscono a volte per raccogliere e mangiare funghi tutt’altro che commestibili o che necessitano di un ben preciso processo di cottura. Ieri pomeriggio è accaduto a due famiglie, una di Maierato l’altra di San Nicola da Crissa i cui componenti, giunti in ospedale dopo i primi sintomi, sono stati prontamente curati e dopo alcune ore di osservazione in pronto soccorso, hanno potuto fare ritorno quasi tutti alle loro abitazioni. 

A quanto si è appreso, gli interessati hanno iniziato ad avvertire forti dolori poco dopo aver mangiato a pranzo i funghi appena raccolti. Intuendo quale potesse esserne la causa, si sono recati subito all’ospedale dove sono stati sottoposti alle cure del caso. Stando a quanto confermato da Tommaso Daffinà, esperto micologo dell’azienda sanitaria chiamato dai medici del pronto soccorso per una consulenza, si è trattato di un’intossicazione di media gravità, dovuta a due tipi di funghi. 

Una famiglia aveva consumato, tra gli altri ,alcuni esemplari di “boletus satanas”, di più elevata tossicità, mentre quelli mangiati dall’altro nucleo familiare erano del tipo “boletus erythropus”, fungo commestibile solo dopo lunga bollitura (e dopo aver gettato via l’acqua di cottura). Precauzioni che, evidentemente, non erano state osservate dagli interessati i quali, verosimilmente li avevano semplicemente fritti o cotti al forno. In serata, comunque, tutti hanno potuto fare ritorno alle loro case, solo per un ragazzo che aveva mangiato del “boletus satanas” il micologo ha consigliato una più lunga osservazione. «Nel campo dei funghi – scuote la testa Daffinà – continua ad esserci molta superficialità, se non addirittura ignoranza. In tanti si credono esperti, convinti di conoscere bene i vari tipi di funghi, senza rendersi conto che in questo campo il “fai da te”, la superficialità, la presunzione di sapere possono portare a conseguenze anche gravi, se non addirittura drammatiche». Quale dunque il consiglio del micologo? «Non raccogliere assolutamente funghi che non si conoscono al 100%. In ogni caso, è sempre bene rivolgersi all’ispettorato micologico dell’Asp».

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