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Decine di uccelli tenuti in gabbia
liberati dalla Polizia provinciale

Calabria

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COSENZA - Personale del nucleo ittico venatorio della polizia provinciale di Cosenza, durante un servizio mirato alla prevenzione e repressione dell’attività di bracconaggio, ha scoperto in località Contessa di Lattarico, a seguito della perquisizione di un fabbricato rurale, 55 esemplari di cardellino detenuti in 51 gabbie, specie protetta dalla legge 157/92, di cui non è consentita la cattura, la detenzione e la caccia. L’attività degli agenti ha portato al sequestro, oltre che della fauna e delle gabbie, anche di una rete per uccellagione con relativi accessori, a riprova che gli esemplari ritrovati, erano il frutto di una recente pratica di uccellagione. I cardellini sequestrati sono stati immediatamente rimessi in libertà sul posto, come prevede la legge per la protezione della fauna omeoterma e per il prelievo venatorio. 

Gli accertamenti eseguiti nell’immediatezza hanno portato all’individuazione del proprietario dell’immobile, risultato essere residente all’estero. Si stanno svolgendo ulteriori indagini per risalire alla persona che aveva nella disponibilità l’utilizzo dell’immobile. 

 

BRACCONAGGIO. Andavano a caccia di notte e in periodo non consentito e dovranno rispondere anche di introduzione e trasporto di arma e munizioni nel parco del Pollino e interruzione di un pubblico servizio o di pubblica necessità. Si tratta di due cacciatori di Acri deferiti all’autorità giudiziaria dopo una accurata indagine svolta dal personale del Corpo Forestale dello Stato di S.Sosti del Coordinamento Territoriale per l’Ambiente diretto dal Vice Questore Francesco Alberti. 

Le indagini sono iniziate dopo un esposto di un’associazione venatoria locale che lamentava come alcuni operatori di selezione del parco sconfinassero fuori la perimetrazione dello stesso per effettuare abbattimenti di ungulati. A seguito delle indagini operate dal personale forestale è emerso che un operatore di selezione, facente parte dei selettori in attività, effettuava tale attività venatoria illegale insieme ad un altro cacciatore deferito in concorso di reato con il primo. Dopo il deferimento si è provveduto a segnalare all’ente parco la persona affinchè siano adottati nei suoi confronti i provvedimenti previsti dal regolamento. L’attività di selecontrollo al cinghiale promosso dall’Ente Parco Nazionale del Pollino è presente da tempo nell’area protetta al fine di diminuire il conflitto tra cinghiale e coltivazioni agricole. A tal proposito, sempre gli uomini di S.Sosti, hanno segnalato altri due selettori all’Ente Parco, per aver agito in autonomia durante le operazioni dei telecontrollo.

 

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