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Traffico internazionale di droga
Sette arresti tra Roma e la Calabria

Calabria

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CATANZARO - Sette misure di custodia cautelare in carcere sono state eseguite nei giorni scorsi dai carabinieri del comando provinciale di Firenze nella province di Roma, Catanzaro e Reggio Calabria, nei confronti di esponenti di un’organizzazione legata alla 'ndrangheta calabrese e dedita all’importazione, produzione e allo spaccio di droga. Sottoposti a sequestro preventivo un ristorante e un centro benessere di Roma. Nel corso delle indagini, coordinate dalla Dda di Firenze, sono stati arrestati sei corrieri internazionali e sequestrati complessivamente 40 chilogrammi di cocaina e metanfetamina. 

I PERSONAGGI. Tassista in Italia, skipper in Venezuela e Colombia, poi ancora tassista, questa volta abusivo, in Olanda, e alla fine trafficante internazionale di droga sequestrato dai narcos colombiani. È la storia di un fiorentino di 53 anni, Alessandro Biagiotti, finito in manette nell’ambito dell’indagine della Dda di Firenze che ha portato all’arresto di sette persone da parte dei carabinieri, accusate di far parte di un’organizzazione vicina ad ambienti della 'ndrangheta e dedita al traffico di droga.   Con lui sono finiti in manette due corrieri, Gianluca Molinaro di 47 anni, nato in provincia di Catanzaro, e Domenico Cannizzaro, 46 anni di Reggio Calabria. In carcere anche una donna spagnola trentottenne e due fratelli calabresi, Andrea Mazzei, 28 anni e il fratello Alessandro di 33 anni. 

Ai domiciliari la compagna di quest’ultimo, una romena di 26 anni. Sottoposti a sequestro preventivo beni per circa tre milioni di euro intestati ai fratelli Mazzei, tra cui il ristorante romano "La grotta del principe" e un centro estetico della capitale. I malviventi, operanti principalmente in Italia (Toscana, Lazio, Lombardia e Calabria), Spagna, Svizzera, Olanda e Turchia, commerciavano droga all’ingrosso. La cocaina veniva acquistata dai produttori colombiani a 2.500 dollari al chilo e rivendita sul mercato europeo, dove arrivava via nave o via aereo. La metamfetamina invece veniva prodotta artigianalmente in laboratorio. Nel corso delle indagini sono stati sequestrati complessivamente 31,5 chilogrammi di cocaina pura e 7,5 di metamfetamina. Secondo quanto riferito, le indagini sono partite nel dicembre del 2010, quando i carabinieri arrestarono un pusher nel fiorentino, dopo averlo trovato in possesso di 500 grammi di cocaina che, è stato scoperto in seguito, avrebbe dovuto spacciare per conto del Biagiotti, che all’epoca si trovava in Olanda dove faceva il tassista abusivo. In base a quanto emerso, il tassista abusivo vantava legami personali con esponenti dei cartelli colombiani della droga. Nel luglio del 2011 si è recato in Colombia, dove è stato trattenuto per alcuni giorni e minacciato di morte dai narcos, dopo che i carabinieri avevano sequestrato all’aeroporto romano di Fiumicino una partita di 28 chili di cocaina per la quale Biagiotti aveva offerto come garanzia la sua persona. Le indagini sui contatti di Biagiotti hanno consentito agli inquirenti di far luce anche sull'attività di spaccio dei fratelli Mazzei, specializzati nell’esportazione di metamfetamina verso Australia, Nuova Zelanda e Giappone, in valige trolley fabbricate ad hoc con pareti di plastica i cui interstizi venivano riempiti di droga.

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