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Caso Reggio, il ministro: «Decisione sofferta»
L'ipotesi scioglimento crea tensione a Roma

Calabria

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IL CASO Reggio Calabria sta creando tensione a Roma. Il ministro dell'Interno lo ammette apertamente, quando parlando a Piacenza alla Festa del Diritto, ha commentato il nodo della relazione dopo l'accesso antimafia al comune calabrese, che potrebbe portare allo scioglimento dell'amministrazione per infiltrazioni della 'ndrangheta.

Anna Maria Cancellieri riferisce che è in corso un «esame approfondito e sofferto sulla vicenda del Comune di Reggio Calabria» e assicura che «la scelta che verrà presa sarà nella massima buona fede»: «farò quello che la coscienza mi dirà di fare» dice il titolare del Viminale.  «Sarà uno dei provvedimenti più difficili da adottare – ha aggiunto il ministro – nel contesto di una regione molto delicata, in un Comune capoluogo di provincia dove i cittadini si sono espressi, con un’amministrazione in carica da poco tempo. Certamente non sarà facile».

Proprio ieri, da Lamezia Terme dove è in corso la conferenza del Pd sul Mezzogiorno, il segretario nazionale del Partito Democratico, Pier Luigi Bersani, aveva richiamato l'attenzione sulla questione: «La Calabria non è fuori dall’Europa - aveva affermato -. A proposito del Comune di Reggio Calabria mi aspetto che il Governo faccia quello che deve fare». Rispondendo ad una domanda sull'eventuale scioglimento per infiltrazioni mafiose del Comune di Reggio Calabria aveva poi aggiunto: «In Calabria siamo di fronte a situazioni inaccettabili perchè la democrazia va messa su basi di legalità».  

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