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Truffa all'Asl di Locri, il pm chiede
tre anni per Maria Grazia Laganà

Calabria

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LOCRI - Secondo la Procura di Locri, Maria Grazia Laganà dovrebbe essere condannata a tre anni di carcere per la presunta truffa all'ex Asl di Locri. Stamattina, in tribunale, sono state presentate le richieste dell'accusa. Oltre alla parlamentare Pd, il pm ha indicato il carcere come pena anche per l’allora direttore amministrativo dell’Asl, Maurizio Marchesi (2 anni la richiesta) e per Pasquale Rappoccio, rappresentante dell’impresa di fornitura di medicinali Medinex di Reggio (2 anni). Chiesta l'assoluzione, invece, per un funzionario amministrativo dell’ente, Nunzio Papa, e un medico dell’ospedale, Albina Micheletti.

Tutti sono accusati, a vario titolo, di truffa, falso e abuso ai danni dell’Azienda sanitaria di Locri. L’indagine fu avviata nel 2006 dalla Guardia di Finanza sulla base della relazione del prefetto Basilone, nominato commissario all’Asl di Locri dopo lo scioglimento dell’Azienda disposto all’indomani dell’omicidio del vice presidente del Consiglio regionale, Francesco Fortugno, marito di Maria Grazia Laganà. Il commissario, che si era insediato ai primi di agosto del 2005, riferiva in merito a diverse ordinazioni, tra cui una parte che riguardavano l'acquisto di materiale destinato al reparto di Pronto Soccorso. Si trattava di una fornitura che lo stesso Spanti ha definito «strana» per l'entità numerica del materiale richiesto, in considerazione che all'epoca addirittura un magazziniere lo aveva informato che i depositi erano pieni proprio di quel materiale acquistato. La fornitura comprendeva l'acquisto di mascherine, divise, set universali per pazienti, supporti per terapia infusionale e borse di ghiaccio per un costo di 132mila euro. E mentre a Locri si attenderà la sentenza sulla presunta truffa all'Asl a Roma nelle aule della Corte di Cassazione si discuteranno le ultime battute del processo per l'omicidio di Franco Fortugno, una coincidenza di date che aveva pochi giorni fa indotto i parlamentari del Pd componenti della Commissione Antimafia a scrivere al Tribunale di Locri, che aveva fissato proprio per il 3 ottobre le discussioni del processo sulla presunta truffa all'Asl di Locri in cui è imputata la loro collega. La nota, firmata tra gli altri da Walter Veltroni, Luigi De Sena, Laura Garavini e Giuseppe Lumia, voleva essere un appello al Presidente del Tribunale affinchè potesse arrivare allo spostamento dell'udienza poichè nella stessa data si discute in Cassazione l'ultimo capitolo del processo sull'omicidio Fortugno, processo nel quale i legali della Laganà dovranno essere presenti. «Aver subito la morte violenta del compagno di una vita - avevano scritto i parlamentari Pd - non è una sofferenza ripagabile, ma tra le cose che possono alleviare il dolore c'è il sapere che per quel crimine si sta facendo giustizia». Alle parole dei parlamentari non è seguito alcun rinvio e adesso si aspetta la decisione dei giudici di Locri, presieduti da Alfredo Sicuro che in tarda serata dovrebbero chiudere il primo capitolo di una vicenda che si trascina da quasi sei anni.

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